Maxi rogo nella marina di San Cataldo, la Procura apre un’inchiesta

Si ipotizza il reato di incendio boschivo, al momento a carico di ignoti. Fin dall’inizio, si è pensato al gesto sconsiderato di un piromane.

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Aperta un’inchiesta sul maxi rogo che ha interessato la marina di San Cataldo, nel pomeriggio di martedì scorso. Gli accertamenti investigativi, condotti dai carabinieri Forestale di Lecce, sono coordinati dal pm Luigi Mastroniani. Si ipotizza il reato di incendio boschivo, al momento a carico di ignoti. E non si esclude la presenza di altri inneschi da cui si sarebbero potute propagare le fiamme. Fin dall’inizio, si è pensato al gesto sconsiderato di un piromane.

Nelle scorse ore, la giunta comunale di Lecce ha approvato la delibera con cui chiede «il riconoscimento dello stato di emergenza» per il maxi rogo che ha danneggiato l’area di San Cataldo. Il provvedimento è stato trasmesso al governo e alla Regione Puglia dopo che il sindaco Carlo Salvemini ha sentito telefonicamente il governatore pugliese, Michele Emiliano, e il ministro per gli Affari europei, Raffaele Fitto, anche in vista del consiglio dei ministri che esaminerà le situazioni di Puglia (in cui si è verificato un altro maxi rogo a Vieste) e Sicilia, due delle regioni maggiormente colpite dagli incendi.

Con la delibera il Comune di Lecce chiede «risorse per far fronte ai danni subiti» e «dà mandato agli uffici comunali preposti di creare un gruppo di lavoro – anche interforze – per quantificare i danni che finora riguardano una trentina di abitazioni private, auto, piccole attività commerciali, boschi e macchia mediterranea della zona».

Nella marina di San Cataldo, va detto, si sono registrati almeno due focolai: il primo nel boschetto dopo la ‘Carmelina’ (di fronte a Campo Verde), fortunatamente con vento verso il mare e il secondo dalle spalle del Bar Royal (nel centro di San Cataldo) fino alla chiesa ed al Lido York.

Nel pomeriggio di martedì, ricordiamo, la Polizia Locale ha diramato l’allerta e si è reso necessario evacuare la marina per consentire che le operazioni di spegnimento si svolgessero nella massima sicurezza anche con l’ausilio della flotta aerea. Non solo, poiché è risultato fondamentale il contributo dell’esercito.

I vigili del fuoco sono rimasti nella marina anche in servizio notturno per controllare la possibile ripresa dei focolai. Il Comune di Lecce ha organizzato squadre di polizia locale per scongiurare eventuali episodi di sciacallaggio.

Le operazioni di bonifica sono partite mercoledì mattina, ma ci vorranno diversi giorni per avere una stima più precisa dei danni.