C’è il si alla costituzione di parte civile per la Regione Puglia, il Comune di Lecce e quello di Gallipoli. Non solo, anche di Banca Finint ed una società di costruzioni, nel prosieguo dell’udienza preliminare di questa mattina, sulla maxi inchiesta per presunti favori elargiti nei confronti di alcuni imprenditori, in cambio di sostegno elettorale, nell’ambito della quale rischia il processo Alessandro Delli Noci. L’ex assessore regionale che era presente oggi in aula ha chiesto attraverso i suoi legali di essere interrogato e il gup Tea Verderosa ha accolto l’istanza ed ha fissato il suo ascolto per l’udienza del 29 settembre. Va detto che durante l’interrogatorio di garanzia, dopo avere iniziato a rispondere alle domande del giudice, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Il 44enne leccese è difeso dagli avvocati Luigi Covella e Giuseppe Fornari.
Nella prossima udienza avrà inizio la discussione in aula e prenderanno la parola i pm Alessandro Prontera e Massimiliano Carducci. La Procura, nei mesi scorsi, ha chiesto il rinvio a giudizio per Delli Noci e altri 26 imputati.
Il collegio difensivo
Il collegio difensivo è completato tra gli altri, dagli avvocati Stefano De Francesco, Federico Massa, Francesco Vergine, Amilcare Tana, Michele Laforgia, Riccardo Giannuzzi, Donato Mellone, Ladislao Massari, Giulia Bongiorno, Biagio Palamà.
La Regione Puglia, il Comune di Lecce e quello di Gallipoli sono assistiti rispettivamente dagli avvocati Daniela Limongelli, Francesca Conte e Tommaso Stefanizzo.
Va detto che il giudice ha ammesso la citazione di tre società come responsabili civili, Luxury Class e Rivabella s.r.l.
Rischiano il processo oltre a Delli Noci, anche gli imprenditori Alfredo Barone, originario di Biella (ex sindaco di Parabita), Marino e Corrado Congedo, di Galatina, Maurizio Laforgia, ingegnere barese, figlio dell’ex presidente dell’Aqp Domenico Laforgia (estraneo ai fatti contestati).
E poi, Pasquale Gorgoni e l’ex assessore Attilio Monosi, entrambi di Lecce. Va detto che il 10 e 11 giugno dell’anno scorso si sono svolti gli interrogatori davanti al gip Angelo Zizzari. Cinque giorni prima, la Procura di Lecce aveva chiesto gli arresti domiciliari per Delli Noci. L’assessore aveva rassegnato le dimissioni l’11 giugno. E a luglio il gip non ha riconosciuto la sussistenza delle esigenze cautelari e non ha disposto alcuna misura cautelare. Furono eseguiti invece tre arresti e vennero disposte misure interdittive per quattro persone.
Gli imputati rispondono a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, turbativa di finanziamenti pubblici. Dall’attività investigativa svolta dal 2018 al 2023 dalla Guardia di finanza di Lecce, sarebbe emerso come tra gli obiettivi dell’associazione, vi erano il consolidamento del potere nell’edilizia residenziale ed il condizionamento dell’azione amministrativa dei comuni di Lecce, Surbo e Gallipoli e della Regione Puglia. Tra i progetti compaiono quelli co-finanziati dalla Regione Puglia, nell’ambito del “Pia Turismo”, come “Stimmatine” e “Santa Lucia”.





