Nuovo duro colpo agli illeciti ambientali nel Salento. I Finanzieri della Sezione Operativa Navale di Otranto, con il coordinamento del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Bari, hanno portato a termine un mirato intervento a tutela del territorio presso un noto porto turistico locale.
L’operazione delle Fiamme Gialle ha interessato una società che gestisce un cantiere navale, un’officina meccanica e alcuni pontili dedicati all’ormeggio delle unità da diporto.
I motivi del sequestro: gravi violazioni al Codice dell’Ambiente
Al termine degli accertamenti di rito, i militari hanno eseguito il sequestro probatorio di un’area demaniale marittima di circa 60 metri quadrati. Il provvedimento è scattato a seguito della constatazione di gravi violazioni al Codice dell’Ambiente (D.Lgs. 152/2006).
Secondo quanto ricostruito dai finanzieri, la zona veniva utilizzata per le operazioni di carenamento delle imbarcazioni in totale assenza di sistemi idonei al contenimento delle polveri di lavorazione e impianti per il recupero delle acque meteoriche di dilavamento di prima pioggia.
L’aspetto più importante emerso durante l’ispezione riguarda la scoperta di un foro nel cemento — un vero e proprio bypass abusivo — creato appositamente per far confluire i reflui industriali delle lavorazioni direttamente nello specchio acqueo limitrofo, provocando un grave e immediato pericolo di inquinamento per l’ecosistema marino locale.
L’intervento di ARPA Puglia e i controlli amministrativi
Per valutare l’entità dei danni, i tecnici del Servizio Territoriale del Dipartimento Ambientale Provinciale (DAP) di Lecce di ARPA Puglia hanno effettuato campionamenti e prelievi dei sedimenti sabbiosi sul fondale adiacente alla banchina in concessione. L’obiettivo è verificare la concentrazione di agenti inquinanti derivanti dalla levigatura delle carene.
I successivi approfondimenti, condotti in stretta sinergia con gli enti comunali e provinciali, hanno portato a galla ulteriori irregolarità, gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi; assenza dell’Autorizzazione Unica Ambientale (A.U.A.) e abusivismo edilizio, sono state infatti riscontrate alcune opere edificate senza i necessari pareri paesaggistici e in violazione dei titoli abilitativi richiesti dal Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. 380/2001).
Denunciato il legale rappresentante
Alla luce degli elementi raccolti, il legale rappresentante della società è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria. Le accuse ipotizzate a suo carico sono di gestione illecita di rifiuti, scarico non autorizzato di reflui industriali e abusivismo edilizio.
Le condotte illecite sono attualmente al vaglio della Procura della Repubblica di Lecce. Nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, l’eventuale colpevolezza della persona iscritta nel registro degli indagati sarà definitivamente accertata solo qualora intervenga una sentenza irrevocabile di condanna.
L’operazione si colloca nel quadro del costante dispositivo di controllo del territorio marittimo e terrestre della Guardia di Finanza, impegnata quotidianamente nella prevenzione e nel contrasto dei reati ambientali a salvaguardia della salute pubblica e della biodiversità del litorale pugliese.






