C’è un nuovo grande mistero destinato a tormentare l’estate: ma quanto costa vivere nel Salento? Perché, se prendiamo alla lettera una delle ricostruzioni circolate sul caso Lameck Banda, la querelle che ha tenuto con il fiato sospeso i tifosi giallorossi per settimane non riguarderebbe solo il contratto o il desiderio di fare le valigie per volare altrove. Il problema, a sentire certe voci, è anche il Salento, un territorio diventato economicamente così impegnativo da costringere persino un calciatore professionista a fare i conti con il portafoglio. Forse tra forse tra pasticciotti e caffé in ghiaccio con il latte di mandola si nasconde un nuovo avversario impossibile da contrastare con uno stipendio a tanti zeri.
La questione, naturalmente, è molto più seria, ma la frase attribuita a una fonte vicina all’esterno dello Zambia ha acceso l’ironia del web. Le cose stanno così: Banda avrebbe lamentato, secondo quanto riportato, “anni di maltrattamenti con stipendi bassi non adeguati al costo della vita in Italia”, ma quella frase sul costo della vita ha spalancato una porta, irresistibile, all’ironia. Perché, diciamolo: se vivere a Lecce è diventato un problema economico per un calciatore di Serie A, forse è arrivato il momento di controllare lo scontrino del pasticciotto. Magari il problema non era lo stipendio o il silenzio per forzare il trasferimento, ma il prezzo della frisa e nessuno se ne è accorto.
La versione del Lecce: tutt’altro che maltrattamenti
Prima di tutto, una precisazione necessaria. Quella relativa agli stipendi e alle presunte condizioni vissute dal calciatore sono dichiarazioni affibiate ad una fonte vicina a Banda. E come tali devono essere considerate. Dall’altra parte c’è la versione del Lecce, raccontata direttamente dal presidente Saverio Sticchi Damiani a La Gazzetta dello Sport.
Secondo il numero uno della società di via Colonnello Costadura,i rapporti con Banda erano fino a poche settimane fa “estremamente positivi”, al punto che il giocatore aveva definito il Lecce la sua “famiglia italiana” sui social dopo le 100 presenze in giallorosso. Sticchi Damiani ha raccontato che a giugno, in vista delle spese per il matrimonio del calciatore, il club gli avrebbe persino anticipato parte dello stipendio, per poi vederlo sparire nel nulla proprio mentre si preparava a tornare in Italia per il ritiro. Due ricostruzioni, dunque, che appartengono alle rispettive versioni delle parti e che non devono essere trasformate in verità giudiziarie.
Ma sui social, si sa, la prudenza dura spesso meno di un contropiede.
Una precisazione doverosa, prima di continuare a ridere
Perché dietro la battuta sul caro vita c’è una questione contrattuale molto più delicata. Da una parte c’è il calciatore, con la propria versione dei fatti e le contestazioni riferite dal suo entourage. Dall’altra c’è il Lecce, che sostiene la validità del rapporto contrattuale e ha già manifestato pubblicamente la propria posizione. In mezzo ci sono federazioni, eventuali procedure e possibili contenziosi.
Non spetta ai social stabilire chi abbia ragione. E soprattutto non spetta a un titolo giornalistico trasformare accuse, dichiarazioni di parte o indiscrezioni in fatti definitivamente accertati.
A stabilire eventuali responsabilità, violazioni contrattuali o conseguenze economiche saranno eventualmente gli organismi competenti.
Il resto, per ora, è soprattutto una guerra di versioni. E, sui social, una guerra di meme.
Però una domanda resta
Nel frattempo, però, il Salento si è ritrovato un nuovo tormentone estivo: quanto costa davvero vivere a Lecce?






