Nella giornata di venerdì 3 luglio, a Nardò, si è verificato un incidente stradale che ha visto protagonista un “pirata” della strada. In via Michele Gaballo, un’autovettura ha violentemente urtato un veicolo regolarmente in sosta, allontanandosi subito dopo il fatto senza prestare soccorso o fornire le proprie generalità.
Un miracolo sfiorato
Fortunatamente, l’impatto non ha causato feriti. Il proprietario dell’auto parcheggiata, infatti, era sceso dal proprio mezzo solo pochi istanti prima della collisione. Una circostanza fortuita che ha evitato conseguenze fisiche ben più gravi, limitando i danni alla sola carrozzeria.
L’indagine: la sinergia tra cittadini e Polizia
Immediatamente dopo la segnalazione, la Polizia Locale di Nardò ha avviato un’attività d’indagine complessa. Gli agenti del Comando di via Crispi potevano contare inizialmente solo su informazioni frammentarie fornite da alcuni passanti, che avevano indicato esclusivamente il colore e un modello approssimativo del veicolo in fuga.
Grazie a un capillare lavoro di incrocio dei dati e approfondimenti investigativi, gli agenti sono riusciti a ricostruire la dinamica, risalire all’autovettura e identificare con certezza il conducente responsabile del sinistro.
Il commento delle istituzioni
Sull’episodio è intervenuto il comandante della Polizia Locale, Cosimo Tarantino: “Professionalità, esperienza e determinazione, unite al fondamentale senso civico dei cittadini, hanno consentito l’identificazione di chi ha ritenuto, erroneamente, di potersi sottrarre alle proprie responsabilità. È doveroso ricordare che chi provoca un incidente stradale ha l’obbligo di fermarsi. Allontanarsi costituisce una violazione del Codice della Strada e comporta gravi sanzioni amministrative”.
Dello stesso avviso è il consigliere delegato alla Polizia Locale, Gabriele Mangione, che ha voluto sottolineare l’importanza del rispetto delle regole: “Fermarsi dopo un incidente non è solo un obbligo di legge, ma un dovere morale. Assumersi le proprie responsabilità significa rispettare gli altri. Nessun danno è così lieve da giustificare la fuga”.





