Di A.C.
Dopo le indagini sulla morte di una 77enne del Basso Salento, deceduta in ospedale due anni fa, dopo avere iniziato la chemioterapia, la procura ha chiesto l’archiviazione poi accolta dal gip.
Il giudice Valeria Fedele, nelle scorse ore, ha accolto la richiesta della Procura disponendo l’archiviazione per gli otto professionisti, tra medici e infermieri, che erano stati iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo e responsabilità colposa per morte in ambito sanitario.
Sulla scorta degli accertamenti medico legali, della Procura, affidati al medico legale Roberto Vaglio, affiancato dall’anestesista Silvio Colonna, non sarebbero emerse negligenze del personale medico.
L’inchiesta, coordinata dal pm Alessandro Prontera, aveva preso il via dalla denuncia dei familiari della vittima, assistiti dall’avvocato Dario Paiano. La figlia si era opposta all’archiviazione chiedendo nuovi accertamenti e l’ascolto di testimoni, ma le indagini sono state ritenute già completate.
In base a quanto riportato in denuncia, alla signora veniva diagnosticato un mieloma. E dopo una serie di accertamenti, iniziava il ciclo di chemioterapia presso l’ospedale Vito Fazzi, intorno alle 12:30 del 30 settembre del 2024, che veniva interrotto, verso le 13:20. Veniva accertato che il quadro clinico della 77enne risultava compromesso, poiché la paziente manifestava dei problemi respiratori. A quel punto le veniva somministrata una dose di cortisone e la signora veniva lasciata sola con la figlia, la quale si accorgeva di un ulteriore aggravamento delle condizioni della madre.
E una volta giunto in reparto il personale sanitario, iniziavano le manovre di rianimazione che risultavano vane.
Gli indagati, per i quali c’è stata archiviazione, sono assistiti dagli avvocati Gianluca D’Oria, Viola Messa, Francesco De Iaco, Giuseppe Minerva, Egidio Albanese, Giuseppe Dello Russo, Michele Macrì.





