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Inchiesta “case popolari”, un agguato in stile mafioso? Si costituisce in carcere Nicola Pinto

by Angelo Centonze
13 Settembre 2018 13:02
in Cronaca
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Le case popolari di Lecce

Si è costituito direttamente in carcere, Nicola Pinto accusato di un agguato in pieno stile mafioso, a carico dell’uomo che ebbe il coraggio di denunciare il sistema criminale dell’assegnazione privilegiata di alloggi popolari in cambio di voti.

Nel primo pomeriggio di oggi, si è presentato nel penitenziario di Borgo San Nicola, consegnandosi alla giustizia. Il 31enne di Lecce, assistito dagli avvocati Giuseppe De Luca e Viviana  Labbruzzo,verrà sentito nei prossimi giorni dal gip Giovanni Gallo per l’interrogatorio di garanzia.

Pinto è stato attinto nelle scorse ore, da un’ordinanza di custodia cautelare, come Umberto Nicoletti, 41enne leccese. Invece, un altro indagato, Andrea Santoro, 28enne, di Lecce, considerato loro complice si trova ai domiciliari. Si è già svolto, l’interrogatorio di garanzia. Assistiti dagli avvocati Giuseppe Presicce, Giancarlo Dei Lazzarretti e Pantaleo Cannoletta,  Nicoletti e Santoro si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Questi hanno però rilasciato spontanee dichiarazioni sottolineando l’estraneità agli addebiti.

Le accuse

Santoro, Pinto e Umberto Nicoletti (legato al Clan di Filippo Cerfeda) rispondono dell’ipotesi di reato di tentata violenza privata e lesioni aggravate dal metodo mafioso, in concorso con Giuseppe Nicoletti, Raffaele Guido. Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero anzitutto cercato con minacce, di far ritirare la denuncia nei confronti di Raffale Guido, in relazione alla “illecita e privatistica gestione degli immobili ERP”. L’episodio più grave, però, sarebbe stata l’imboscata tesa al “grande accusatore”, nel giugno del 2015. In che modo? Fissandogli un appuntamento a Giorgilorio presso la casa di Giuseppe Nicoletti (padre di Umberto) e colpendolo brutalmente, cagionandogli un trauma cranico e facciale, additandolo ripetutamente come “infame”. Il gip, nell’ordinanza, ritiene però  che le suddette condotte contestate dalla Procura, siano addebitabili soltanto ad Umberto Nicoletti, Nicola Pinto, Andrea Santoro e Nicola Pinto.

Tags: inchiesta-case-popolari
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