Omicidio Ruffano: chiesti 30 anni per Valentini, il presunto omicida di Romano

Dopo una requisitoria di circa cinque ore, il PM Roberta Licci ha chiesto 30 anni di reclusione per Espedito Valentini, accusato dell’ omicidio volontario di Roberto Romano e del tentato omicidio di Dario Traversa, per il quale è stata richiesta una condanna a 5 anni.

Arrivano le richieste di condanna del Pubblico Ministero Roberta Licci, nell'ambito del processo di Corte d’Assise (presidente Roberto Tanisi, giudice a latere Francesca Mariano) a carico di Espedito Valentini, 28enne di Supersano e Dario Traversa 30 anni di Ruffano, finiti sotto processo per la morte di Roberto Romano, il 36enne anch'egli di Ruffano, ucciso con quattro colpi di pistola all’interno della sua abitazione il 23 marzo 2012.

Per Espedito Valentini,difeso dagli avvocati Mario Coppola e Francesca Conte ed accusato di "omicidio volontario" e "tentato omicidio" con dolo diretto, ma senza premeditazione, oltreché di porto abusivo di armi, il Pm Licci (nel corso delle indagini preliminari, il fascicolo era nelle mani del sostituto procuratore Giovanni De Palma) ha chiesto 30 anni di reclusione, non considerando le attenuanti generiche, visti i trascorsi criminali dell'imputato e poiché non ha creduto all'ipotesi della legittima difesa.

Riguardo Traversa, difensore Francesco Vergine, che, invece rispondeva dell'accusa di "favoreggiamento personale" (secondo quanto ipotizza la Procura, quest'ultimo avrebbe depistato le indagini degli inquirenti, evitando di fare il nome di chi avrebbe esploso i colpi di pistola contro di lui ed all’indirizzo della vittima) il pubblico ministero ha invocato una pena detentiva di 5 anni per la "recidiva reiterata infraquinquiennale".

Il Pubblico Ministero Licci ha escluso il movente passionale dell'omicidio, poiché, anche se la moglie di Romano risulterebbe essere l'amante di Valentini, non sembrerebbe esserci alcun legame tra questo aspetto e la dinamica dell'omicidio. I parentidiRoberto Romano, costituitisi  parte civile sono difesi dagli avvocati Luigi Covella, Marcello Marcuccio e Simone Viva.

In seguito alle indagini preliminari condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Lecce e supportate da numerose intercettazioni e testimonianze, è emersa la responsabilità di Valentini come autore materiale dell’omicidio di Romano, ma anche del tentativo di ammazzare una seconda persona, ossia Traversa, che si trovava a casa della vittima in quei drammatici minuti.

Quel pomeriggio di marzo, Espedito Valentini raggiunse l'abitazione del 36enne e all’interno della sua camera da letto si consumò la tragedia. Valentini aprì il grilletto sparando quattro colpi, di cui tre colpirono Romano ferendolo mortalmente. Traversa, invece, venne raggiunto da tre colpi sparati dall’alto verso il basso, sempre all’interno della camera da letto di Romano. Resta ancora un punto interrogativo sul movente dell'omicidio che, anche alla luce della lunga requisitoria del pubblico ministero, andrebbe ricercato in un ambito diverso da quello della gelosia o dei motivi passionali;  quello dello spaccio o del giro di usura potrebbe essere l'altra ipotesi da seguire.



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