È stato ascoltato dal giudice, dopo la denuncia presentata dalla sua famiglia, la presunta vittima di abusi sessuali (un ragazzo minorenne all’epoca dei fatti), per mano di un sacerdote ed avrebbe confermato le accuse nel corso dell’incidente probatorio.
L’ascolto del 19enne si è svolto davanti al gip del Tribunale di Lecce, Francesco Valente.
Il sacerdote, un 69enne della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, risponde dell’accusa di tentata violenza sessuale aggravata. Ricordiamo che venne arrestato nel maggio scorso, dopo essere stato raggiunto da un’ordinanza di misura cautelare ai domiciliari con braccialetto elettronico. Il sacerdote indagato è difeso dagli avvocati Attilio De Marco e Raffaele Lorenzo.
Nel frattempo la Curia ha sospeso il parroco dalle funzioni.
Perizia sulla capacità di testimoniare del giovane
L’incidente probatorio era stato richiesto dal sostituto procuratore Erika Masetti al fine di “cristallizzare” la prova in vista di un eventuale processo. Ed è stato disposto dal giudice un accertamento sulla capacità di testimoniare del ragazzo, affidato alla psicologa Silvia Olive.
Nello specifico, la specialista dovrà verificare la capacità del giovane di comprendere il significato delle domande e di elaborare risposte consapevoli. Gli esiti della relazione andranno depositati entro venti giorni.
Tre gli episodi contestati in parrocchia
La Procura contesta tre episodi al sacerdote salentino che si sarebbero verificati tra l’inverno del 2025 e maggio scorso. In base all’accusa, il parroco avrebbe rivolto una serie di attenzioni a sfondo sessuale al giovane. Gli incontri “incriminati” sarebbero avvenuti nei locali della parrocchia e in particolare in sagrestia.
Il ragazzo, dopo quanto accaduto, ha riferito gli abusi subiti alla madre. A quel punto è scattata la denuncia contro il sacerdote e hanno preso il via gli accertamenti investigativi, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Lecce.
Va detto che, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, il sacerdote aveva fermamente respinto le accuse fornendo la propria versione dei fatti su quanto denunciato dalla famiglia del ragazzo.





