Nell’ambito di una vasta operazione di controllo del territorio finalizzata al contrasto degli illeciti ambientali, i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Otranto, in collaborazione con la Sezione Operativa Navale, hanno portato a termine un importante sequestro nel Comune di Giurdignano.
L’operazione: scoperta un’attività illecita su 3000 mq
Le indagini hanno permesso di individuare un vasto terreno agricolo, esteso per oltre 3000 metri quadrati, dove veniva esercitata abusivamente l’attività di rimessaggio imbarcazioni. Il sito operava in totale assenza delle necessarie autorizzazioni e in aperta violazione delle normative urbanistiche e ambientali vigenti.
Al momento dell’ispezione, le Fiamme Gialle hanno rinvenuto 19 natanti parcheggiati su un terreno agricolo non impermeabilizzato, privo quindi delle tutele necessarie per prevenire la dispersione di sostanze inquinanti nel suolo.
Rifiuti pericolosi e rischi per l’ambiente
La situazione riscontrata ha destato particolare preoccupazione per la salute dell’ecosistema locale. Oltre ai natanti, sono stati trovati attrezzature professionali per la riparazione e manutenzione delle barche; ingenti quantitativi di rifiuti, tra cui fusti contenenti olio esausto; prodotti chimici e materiali utilizzati per i lavori di carenatura.
La configurazione dell’area, unitamente alla presenza di materiali altamente infiammabili e combustibili, esponeva il sito a un concreto rischio di incendio e a una grave minaccia di inquinamento ambientale per le falde acquifere e il terreno circostante.
Sequestro e conseguenze giudiziarie
Per porre fine all’attività illecita e mettere in sicurezza il sito, i militari hanno proceduto al sequestro dell’intera area agricola e di tutte le attrezzature utilizzate. Il presunto responsabile è stato denunciato a piede libero all’Autorità Giudiziaria per le ipotesi di reato in materia ambientale.
Prossimi passi: accertamenti fiscali ed “Ecotassa”
L’attività delle Fiamme Gialle non si ferma qui. Sono attualmente in corso ulteriori verifiche di natura fiscale per accertare eventuali irregolarità nei guadagni derivanti dall’attività abusiva. Inoltre, sarà calcolato l’ammontare della cosiddetta “ecotassa”, in applicazione del principio europeo “chi inquina paga”, volto a far gravare sul responsabile i costi legati al risanamento ambientale e alla gestione dei rifiuti pericolosi.
Naturalmente, per l’indagato, il procedimento è attualmente in una fase preliminare; pertanto, in attesa di una sentenza definitiva, trova piena applicazione il principio di presunzione di innocenza.






