C’è una cosa che in Salento a settembre nessuno ha ancora il coraggio di ammettere: l’estate è finita. Lo dice il calendario, lo ricordano le scuole che riaprono, lo raccontano le valigie rimesse negli armadi e le strade che, dopo settimane di traffico e confusione, tornano lentamente a essere quelle di sempre. Lo si capisce anche da chi, dopo aver vissuto per due mesi come se il giorno avesse quaranta ore, ricomincia a parlare di lavoro, orari e quotidianità. Eppure basta guardare il mare per capire che, almeno qui, nessuno sembra davvero convinto.
Perché settembre in Salento è una specie di compromesso. È quel momento sospeso in cui l’estate dovrebbe salutare, ma prima di andarsene si gira indietro e dice: «Aspetta, facciamo ancora un bagno».
Perché in Salento funziona così. Si può anche aver detto per tutta la settimana che ormai è settembre, che bisogna tornare alla normalità e che «quest’anno l’estate è proprio volata», ma se il mare è calmo e l’acqua è ancora bella, nessuno sembra disposto a rinunciare tanto facilmente. Si arriva in spiaggia quando il sole non ha più quella prepotenza di agosto e il mare sembra quasi voler fare pace con chi durante l’estate lo ha condiviso con migliaia di persone. Si trova parcheggio più facilmente, si cammina senza dover fare lo slalom tra ombrelloni e borse frigo, ci si può sedere senza sentire la necessità di conquistare ogni centimetro di sabbia.
E allora quel famoso bagno veloce diventa un altro bagno, poi una passeggiata sul bagnasciuga, poi un caffè, perché è settembre. Le persone hanno meno fretta e il mare sembra averne ancora meno. È forse questa la magia di settembre: non cambia il posto, cambia il modo in cui lo guardiamo. Settembre ha questo piccolo privilegio: restituisce al mare la lentezza.
Le spiagge diventano improvvisamente bellissime
A settembre il mare salentino non ha necessariamente un colore diverso, ma sembra più bello. Forse perché non bisogna più condividerlo con la folla di agosto. Forse perché la luce comincia lentamente a cambiare. O forse perché, quando sai che l’estate sta per finire, ogni cosa acquista un valore che qualche settimana prima non aveva.
Un bagno diventa più importante. Un tramonto dura qualche minuto in più. E anche quel tratto di costa che conosci da sempre, quello davanti al quale sei passato cento volte senza fermarti, improvvisamente merita una sosta.
A settembre si riscopre il lusso delle cose semplici: una sdraio, un libro, una birra fresca, i piedi nella sabbia e nessuna particolare necessità di andare da qualche altra parte.
Perché in Salento l’estate non finisce mai davvero quando lo dice il calendario. Finisce quando smettiamo di cercare una scusa per tenerla ancora un po’ con noi.
E a settembre, per fortuna, di scuse se ne trovano ancora parecchie.





