Il tanto atteso vertice tra Anas, Prefetto e Ministero in cui si sarebbe dovuto decidere del futuro della strada statale 275 si è concluso, ma da Roma non sono arrivate quelle risposte che il territorio e i lavoratori legati al destino della Maglie-Leuca si aspettavano. «L’opera si farà a tutti i costi»… lo aveva già detto il premier Matteo Renzi e lo ha confermato il prefetto Claudio Palomba al margine della riunione, ma quando? A questo serviva l’incontro, a trovare il bandolo di una matassa ingarbugliata da 22 anni.
Insomma, tutto è ancora nelle mani di Anas che prende tempo per decidere se azzerare completamente la gara d’appalto e ricominciare tutto da capo o aggiudicare i lavori e procedere subito con il cantiere, senza rivedere l’intero progetto da quasi 300 milioni di euro considerato strategico per il Salento. Ci sarebbe un’altra opportunità: quella di nominare un commissario, sulla scia di quanto accaduto all’Expo di Milano, prevista dallo stesso Codice degli Appalti.
Non hanno “tempo”, però, i dipendenti del gruppo Palumbo che, dopo la fumata nera, hanno deciso di scendere ancora una volta in strada: circa un centinaio si sono dati appuntamento questa mattina all'altezza del km 6,200 della statale per protestare contro l’ennesimo «nulla di fatto» e lì sono rimasti fino a poco prima di mezzogiorno. «Siamo stufi – dicono – vogliamo date certe sull'inizio dei lavori». Il sit-in ha causato diversi disagi alla circolazione stradale, con lunghe code di auto che hanno dovuto deviare su altre strade.
I lavoratori sono in presidio permanente ai margini della strada dal 18 agosto scorso, facendo i turni e trascorrendo la notte nelle tende, da quando cioè erano state inviate le prime lettere di licenziamento.
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