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Traffico illecito di rifiuti, sequestrato anche l’impianto di Cerano

by Redazione
29 Settembre 2017 16:06
in Cronaca
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Conferenza-sequestro-cerano

Un momento della conferenza stampa

Un’imponente operazione in materia di sicurezza ambientale quella eseguita nella mattinata di oggi dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Taranto che, su disposizione del Giudice delle Indagini Preliminari di Lecce su richiesta della Procura della Repubblica del capoluogo salentino hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo della centrale termoelettrica “Federico II” di Cerano di proprietà di Enel Produzione; dello stabilimento di Taranto della “Cementir Italia Spa” e dei parchi “loppa d’altoforno, nastri trasportatori e tramogge” siti in questo complesso e nello stabilimento siderurgico Ilva.

L’origine dell’inchiesta

L’operazione svolta questa mattina dalle Fiamme Gialle, a cui è stato dato il nome di “Araba Fenice”, trae origine da un’attività conclusasi con un sequestro penale, eseguito cinque anni fa, di due aree dello stabilimento “Cementir Italia Spa”, illecitamente adibite a discarica di rifiuti industriali, gran parte dei quali originati dall’adiacente complesso siderurgico dell’Ilva.

Gli approfondimenti investigativi, svoltisi anche attraverso l’utilizzo di intercettazioni telefoniche e telematiche, sono stati confermati dagli esiti di una perizia tecnica disposta dalla Procura di Lecce a dai risultati delle analisi chimiche che hanno consentito di accertare che le materie prime utilizzate dalla “Cementir” per la produzione di cemento e acquistate da Ilva e dallo stabilimento Enel di Cerano non erano conformi agli standard richiesti dalle normative vigenti.

Le ipotesi di reato

A seguito delle indagini, nei confronti di 31 persone facenti parte a vario titolo delle tre società, gli inquirenti stanno procedendo per le ipotesi di reato di traffico illecito di rifiuti ed attività di gestione di rifiuti non autorizzata.

Tags: rifiuti-pericolosi
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