La firma del Protocollo d’intesa dello scorso 30 giugno tra la Provincia di Lecce, l’Università del Salento e il Partenariato Economico Sociale (PES) – finalizzato al contrasto del dumping contrattuale e alla tutela dei lavoratori negli appalti – continua a far discutere, accendendo il dibattito sulle relazioni industriali nel territorio salentino.
A scatenare una dura e compatta reazione è stata la forte presa di posizione di FEDERAZIENDE. L’organizzazione respinge categoricamente le dichiarazioni del Presidente della Provincia, Fabio Tarantino, rivendicando con forza il valore del pluralismo sindacale e contrattuale.
Il profondo dissenso dei vertici di Federaziende
L’intera governance di Federaziende ha espresso, in modo unitario, un profondo dissenso rispetto alle parole del Presidente Tarantino. Attraverso la voce della Presidente Nazionale Simona De Lumè, del Segretario Generale Eleno Mazzotta, del Presidente del CAT Simone Resinato e di tutti i componenti della Giunta, l’associazione ha manifestato forte preoccupazione e rammarico, definendo “improprie e lesive” alcune affermazioni del vertice di Palazzo Adorno.
A far discutere è in particolare la dichiarazione di Tarantino secondo cui “quanti eludono i diritti con contratti capestro si sono messi fuori da questo tavolo”. Secondo Federaziende, un’affermazione del genere rischia di generare un’equazione tanto semplicistica quanto errata: quella secondo cui soltanto i contratti sottoscritti dalle sigle storiche CGIL, CISL e UIL garantirebbero i diritti dei lavoratori.
“Un’impostazione che non trova alcun fondamento nel nostro ordinamento. Simili giudizi generalizzati rischiano di delegittimare, senza alcun fondamento oggettivo, organizzazioni sindacali e datoriali che rappresentano migliaia di imprese e lavoratori nel pieno rispetto della legge.”
Il richiamo all’Articolo 39 della Costituzione
Federaziende ricorda che il sistema delle relazioni sindacali italiano non si esaurisce nelle organizzazioni confederali storiche. L’articolo 39 della Costituzione riconosce e tutela il pluralismo sindacale come valore essenziale della democrazia, garantendo pari dignità a tutte le realtà che operano nell’ordinamento e scongiurando qualsiasi forma di monopolio della rappresentanza.
Le parole del Presidente Tarantino vengono quindi giudicate ingiuste nei confronti di quegli imprenditori che applicano i contratti Federaziende e dei lavoratori che hanno liberamente scelto di aderirvi, mettendo in discussione la libertà di associazione.
Qualità contrattuale e “giusto salario”
L’organizzazione datoriale ci tiene a precisare la propria netta e storica distanza dalle pratiche illegittime:
- No al dumping: Federaziende ribadisce di essere da sempre fermamente contraria a ogni forma di dumping contrattuale e all’utilizzo distorto della contrattazione per comprimere i diritti.
- Trattamento Economico Complessivo (TEC): i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) sottoscritti da Federaziende prevedono un TEC non inferiore a quello stabilito dai contratti di CGIL, CISL e UIL. I lavoratori, pertanto, non percepiscono un trattamento inferiore.
- Parametri oggettivi: il “salario giusto” non si misura dalla firma sul contratto, ma dai contenuti: retribuzione diretta, mensilità aggiuntive, indennità, welfare contrattuale e tutele reali che garantiscono la dignità del lavoratore e la sostenibilità dell’impresa.
La richiesta di chiarimento
Alla luce di queste considerazioni, Federaziende auspica che il Presidente della Provincia di Lecce voglia precisare il significato delle proprie dichiarazioni, evitando generalizzazioni che alimentano una contrapposizione artificiosa e ideologica tra le parti sociali.
La tutela del lavoro e la legalità – conclude la nota dell’organizzazione – si realizzano solo attraverso il rispetto della Costituzione e il confronto aperto con tutte le forze rappresentative del territorio, senza preclusioni o discriminazioni.






