​Amministrative, 16 comuni salentini chiamati alle urne. Ecco come si vota

Sono 16 i comuni salentini che domenica 12 giugno sono chiamati alle urne. Molti i dubbi: non solo sulla scelta dei Sindaci e Consiglieri, ma anche sulle modalità di voto che cambiano in base al numero degli abitanti.

Sono 16 i comuni salentini chiamati alle urne il 12 giugno per scegliere i futuri sindaci e i nomi dei consiglieri che completeranno la squadra. Nelle stradine, nei bar, nelle piazze delle città che si preparano al voto si è chiacchierato a lungo su chi possa conquistare lo scranno più alto del palazzo di città. E in questa domenica dedicata al voto, i cittadini scriveranno il nome del candidato che ha conquistato a suon di comizi e programmi la loro fiducia.

Sulla campagna elettorale andata in scena in queste settimane è stato imposto il silenzio. Nessuna dichiarazione, nessuna arringa per cercare di convincere gli ultimi indecisi. Così dice la legge che vieta ai candidati di fare propaganda prima dell’appuntamento con le urne. L’ idea è quella di consentire ai cittadini  di riflettere senza essere bombardati da volantini, santini e proclami. Una regola che ha perso un po’ di valore nell’epoca dei social network, dove si può scrivere praticamente tutto. Comunque sia è giunto il momento di scegliere.

Nel Salento tocca ad Aradeo, Castrignano de’ Greci, Castro, Galatina, Galatone, Guagnano, Leverano, Matino, Melendugno, Ortelle, Otranto, Ruffano, Salice Salentino, San Cassiano, San Cesario di Lecce e Scorrano (Qui tutti i candidati, Comune per Comune).

Una delle domande che sta tenendo banco in questi giorni è «come si vota?». E non ha tutti i torti. Il sistema pensato per l’elezione dei primi cittadini è forse il più complesso, proprio perché permette all’elettore di scegliere tra diverse possibilità come il voto disgiunto, la doppia preferenza di genere, il voto al solo candidato sindaco o solo alla lista.

Una prima precisazione da fare è la differenza tra i comuni con meno o più di 15mila abitanti.

Per i comuni fino a 15mila abitanti, l’elettore può tracciare un segno sul nome del candidato sindaco, sul simbolo della lista, o su entrambi.  È possibile anche indicare due preferenze (una per i comuni sotto i cinquemila abitanti). Attenzione: se si indicano tutte e due le preferenze, il sesso del primo candidato consigliere deve essere diverso da quello del secondo candidato. Nel caso in cui il sesso sia lo stesso, la seconda preferenza viene annullata. Ovviamente sarà eletto sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti.

Nei comuni con più di 15mila abitanti la situazione si complica dato che ‘prevede’ la possibilità del cosiddetto voto disgiunto. L’elettore può tracciare un segno solo sul nome del candidato sindaco: in questo caso, il voto non va anche alla lista. Se si traccia un segno solo sul simbolo della lista, invece, il voto è attribuito sia alla lista che al candidato sindaco. Terzo caso: si può tracciare un simbolo sia sul nome del candidato sindaco che su una delle liste che lo appoggiano. È possibile anche votare per un candidato sindaco e una lista collegata a un candidato sindaco diverso (voto disgiunto): un meccanismo studiato per costringere i partiti ad accordarsi sul nome di un candidato sindaco “di valore” in grado di strappare consensi anche agli schieramenti avversari.

In questo caso, sarà eletto sindaco il primo candidato che ha superato il 50% più uno dei voti. Se nessun candidato supera il 50% più uno dei voti, si va al ballottaggio tra i due candidati con più voti.

Solo Galatina e Galatone, quindi, potrebbero aver bisogno di più tempo. Il secondo turno è fissato per domenica 26 giugno.

Lo scrutinio

Il 12 giugno, oltre che per le Amministrative, sì voterà anche su 5 quesiti referendari. Lo scrutinio per i referendum abrogativi seguirà la chiusura dei seggi, quello per la tornata amministrativa inizierà alle ore 14 di lunedì 13 giugno.



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