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Passa il decreto ‘salva-Lupiae’ a palazzo Carafa, Prima Lecce si allinea e torna in maggioranza

by Redazione
14 Settembre 2018 16:02
in Politica
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Una lunga, lunghissima discussione che ha avuto inizio alle 10 del mattino e che si è conclusa in tardissima mattinata, quella che si è tenuta nell’aula consiliare di palazzo Carafa in sede di Consiglio comunale.

Dopo il terremoto giudiziario che ha portato alle dimissioni dei consiglieri Pasqualini e Monosi e al subentro di Giordana Guerrieri e di Carmen Tessitore, l’aula ha approvato la delibera “salva-Lupiae”.

Con 17 voti favorevoli, 12 contrari e 2 astenuti passa quello che il sindaco Salvemini ha definito “contratto di solidarietà tra Comune e Lupiae“.

La giunta Salvemini ha messo sul tavolo la ricapitalizzazione della Partecipata tagliando le indennità agli amministratori e i premi ai dirigenti per due mesi. La proposta è stata bocciata dall’Opposizione.

Il Consigliere di Fratelli d’Italia, Michele Giordano, ha definito la delibera “l’ennesimo palliativo, che non ci dice nulla di diverso sul futuro della partecipata del Comune di Lecce. Un piano industriale non l’ho visto, risorse per rilanciare la Lupiae non ne vedo – ha proseguito Giordano – vedo che addirittura vogliamo tagliare dei servizi. La maggioranza sta proponendo un taglio delle indennità per due mesi: nessun problema, sono disposto a rinunciare per molti più mesi. Ne lascio subito 12 mesi di indennità a fronte di un piano di investimenti credibile, altrimenti si tratta solo di spot. Qui si deve parlare di rilancio di attività, altrimenti siamo di fronte a un semplice palliativo che non risolve nulla. Ripeto: è necessario un piano credibile di rilancio dell’attività, altrimenti non può esserci nemmeno la speranza che la società camminerà da sola sulle proprie gambe. Se non facciamo investimenti, la Lupiae non può ripartire e continueremo a tenere sulla graticola i lavoratori (e questa è una cosa inumana!)”.

“La Lupiae non è salva” ha affermato invece Federica De Benedetto di Forza Italia. “Nessun piano di risanamento, nessun progetto concreto e nessuna idea su quale sarà il destino dei lavoratori dal 1 gennaio 2019. Quanto portato in Consiglio Comunale oggi, sembrerebbe solo un modo per garantire un anno di vita in più a questa amministrazione, dopo gli Aut-Aut di Prima Lecce. La Lupiae ha un solo cliente: il Comune. Che da un lato taglia il suo lavoro e dall’altro risana i conti solo per un anno e per l’ultima volta, come ammesso dallo stesso Sindaco. Io ho dato la mia disponibilità pubblicamente a rinunciare per due mesi ai gettoni di presenza in qualità di Consigliere, se questo può servire sono a disposizione. E penso che si debba fare molto di più”.

“Una maggioranza fittizia si è riformata oggi, una maggioranza che piaccia o non piaccia ha a che fare con dei consiglieri che giocano a fare i politicanti raccontando una realtà distorta e falsa ai cittadini – scrive Luca Russo di Movimento in Libertà – Ricordo che “Sono i Leccesi ad avere diritto ad un governo forte, un governo capace di intervenire, se necessario con la dovuta durezza, per ristabilire giustizia sociale e per salvaguardare il lavoro dei che non meritano le false dichiarazione da parte di consiglieri del cdx venduti per una poltrona in consiglio. Un governo capace soprattutto di ristabilire un principio sacrosanto in democrazia: il primato della politica sulla finanza e del lavoro.

«Mi capita raramente di essere in difficoltà nelle situazioni della vita: questa è una di quelle volte». “Questa volta stare in mezzo ai dipendenti della Lupiae ha suscitato in me una sensazione di delusione profonda, per certi versi, sconvolgente – conclude Russo – Mi ha costretto a mettermi a nudo davanti a me stesso e a pormi degli interrogativi che mai erano balenati nei miei pensieri più reconditi. Il sindaco se n’è lavato le mani, profondendosi in tanti interventi tanto accalorati quanto gravemente insufficienti, riuscendo nell’impresa di non pronunciare neppure una volta le parole “Ci Riusciremo”. Un comportamento che manifesta l’imbarazzo politico nell’essere sostenuto da una lista che in campagna elettorale dichiarava di sdegnare e dal quale, oggi, non ha il coraggio di prendere le distanze.

E intanto Luca Panico di Confintesa ha espresso già la volontà di comunicare al Prefetto lo stato di agitazione. “Se tutto questo può essere tollerabile per questa amministrazione, possiamo tranquillamente asserire che la nostra pelle e i nostri diritti li venderemo cari. Non ci facciamo prendere in giro… I contratti non sono rinnovati per il 2019, i falsi politicanti devono starci alla larga. Noi non accetteremo volontariamente un cambio contrattuale peggiorativo”.

Dice la sua Giancarlo Capoccia di Sentire Civico che afferma “la delibera si sarebbe dovuta fare in maniera differente, chiedendosi quali servizi occorrono alla città di Lecce, stabilendo l’importo limite finanziario da investire si sarebbe consentito al consulente che ha commissionato la Lupiae di predisporre un piano risanamento reale. Si sarebbe consentito sopratutto di prendere decisioni forti, decise e chiare nei confronti della politica, dell’amministrazione, della società e, sopratutto, dei lavoratori. Ed invece, rimaniamo in bilico……..di Salvemini”.

Tags: consiglio-comunale
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