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Un cerotto che cambia la vita. Presentato a Lecce MyLife OmniPod per il trattamento del diabete di tipo 1

by Redazione
23 Agosto 2017 12:55
in Salute & Benessere
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Festeggiato a Lecce il 20.000 paziente europeo che ha aderito al protocollo Ypsomed azienda  leader sul mercato grazie ad un piccolo cerotto- serbatoio che aiuta a migliorare la vita di tutti coloro che sono colpiti dal diabete di tipo 1.
Per un gioco del destino è stato salentino il primo italiano ad aver utilizzato il cerotto ed è salentino anche il paziente europeo. Ciò dimostra, in un certo senso, quanto le associazioni dei pazienti,  la popolazione salentina, i medici di base e i diabetologi che operano sul nostro territorio, siano attenti alle nuove tecnologie e abbiano assunto un atteggiamento propositivo.

Va ricordato che in Puglia il diabete di tipo 1 ha un’incidenza più alta che nel resto di Italia. Un’attenzione maggiore al paziente e un’informazione più approfondita in campo scientifico sono fondamentali affinché si diffondano sempre più le nuove tecnologie al fine di ridurre ai pazienti i disagi e le complicanze che questa malattia porta con sé. La prevenzione ma soprattutto il controllo di una patologia autoimmune come il diabete 1 è fondamentale poiché, se mal gestita, porta ad una degenerazione che fa incrementare il numero di ospedalizzazioni con conseguente aumento dei costi a carico del servizio sanitario nazionale.

Salvatore Tanieli, Presidente dell’Associazione Diabetici della Provincia di Lecce e Andrea D’Urso, professore universitario, nonché Socio Fondatore dell’Associazione Diabetici della Provincia di Lecce, sono rispettivamente il paziente numero 1 e numero 20mila che hanno avuto accesso al primo e unico microinfusore-cerotto senza cateteri.

Una svolta nella loro vita che prima di questo patch-pump era scandita da orari rigidi, fiale di insulina e iniezioni. Ypsomed ha ideato questo piccolo dispositivo, discreto e impermeabile che risulta essere a prova di sport e bagni in mare e che non ha nessuna controindicazione. Il sistema, ha spiegato Paolo Ghinassi, è stato lanciato in Italia nel 2014 ma è una realtà consolidata nel mondo dove migliaia di diabetici, metà dei quali in età pediatrica, lo usano da oltre 10 anni.

Passare dalle cannule e dai microinfusori all’infusore sottocutaneo consente di avere un buon controllo metabolico e di convivere più serenamente con questa patologia.

Tags: convegniconvegni-salute
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