Il calcio italiano ha abituato a tutto, ma gli ultimi giorni in casa azzurra superano qualsiasi sceneggiatura da film. È il giorno del clamoroso ribaltone: il Presidente della Figc, Giovanni Malagò, ha ufficialmente comunicato che a breve verrà ratificato il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale.
Un ritorno che ha del clamoroso, ma che arriva al culmine di una tempesta perfetta che ha travolto i vertici del nostro calcio.
Dalle stelle alle stalle: un addio colmo di veleni
Per capire la portata del “Mancio-bis“, bisogna fare un passo indietro all’estate del 2023. Il matrimonio tra Mancini e la Figc, iniziato con la cavalcata trionfale di Euro 2020 e crollato sotto il peso della drammatica mancata qualificazione ai Mondiali in Qatar, si era chiuso nel peggiore dei modi.
Un addio velenoso, segnato non solo dalla proverbiale “vagonata di petrodollari” accettata per volare in Arabia Saudita — un’esperienza calcistica da dimenticare in fretta — ma soprattutto da una rottura insanabile con l’allora Presidente Gravina. Mancini non aveva digerito l’ingerenza della Federazione, che gli aveva imposto uno staff “ingombrante” guidato da Gianluigi Buffon e Leonardo Bonucci.
Ora, a distanza di tempo e dopo il fallimento arabo, il tecnico marchigiano si riprende le chiavi di Coverciano.
Il caos dirigenziale: il fallimento dell’asse Maldini-Leonardo
Il ritorno di Mancini è la mossa con cui Malagò ha deciso di azzerare una gestione a dir poco rocambolesca. Nelle settimane precedenti, infatti, il Presidente aveva affidato la ricostruzione del progetto azzurro a Paolo Maldini (come Direttore Tecnico) e Leonardo (come advisor).
La coppia aveva tentato il grande colpo ad effetto:
La pista Guardiola: il sogno proibito Pep Guardiola si è spento subito di fronte al secco rifiuto del tecnico catalano.
Il caso Pirlo: virato l’obiettivo su Andrea Pirlo, la trattativa sembrava chiusa, prima di precipitare in un vero e proprio “impeachment”. Pirlo è stato travolto dalle polemiche a causa del suo ruolo di testimonial per Fonbet, noto sito di scommesse russo, rendendo la sua candidatura del tutto inopportuna e inaccettabile per la Federazione.
Travolti dalle polemiche e dal fallimento delle proprie opzioni, Maldini e Leonardo hanno rassegnato le dimissioni nei giorni scorsi, lasciando la Figc nel caos più totale, sotto le bordate del Ministro Abodi.
Malagò prende in mano la situazione: la coppia Mancini-Ranieri
Di fronte al vuoto di potere e a una Nazionale allo sbando, Giovanni Malagò ha preso personalmente in mano le redini della situazione. Azzerati i vertici, ha puntato sull’usato sicuro ma di altissimo profilo, calando un doppio asso:
Roberto Mancini torna come Commissario Tecnico per ritrovare quell’alchimia perduta dopo il trionfo europeo.
Claudio Ranieri viene nominato nuovo Direttore Tecnico della Nazionale, portando in dote tutta la sua esperienza, il suo carisma e il suo profilo da “saggio” del calcio internazionale.
”Serviva una scossa immediata e una guida dal pugno di ferro ma dalla grande conoscenza dell’ambiente”, fa intendere la FIGC.
Il campo dirà se la minestra riscaldata saprà di vittoria come nel 2021 o se le ferite del passato torneranno a farsi sentire. Nel frattempo, una cosa è certa: la Nazionale riparte da chi la storia l’ha già scritta. Si riapre l’era del Mancio.





