Morì folgorato dopo aver toccato dei fili scoperti: elettricista patteggia una pena a 2 anni

Il gup accoglie la richiesta di patteggiamento con sospensione della pena, per Carmine Cesario Caputo. L’uomo rispondeva dei reati di omicidio colposo e di violazioni delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro, in seguito alla morte di Antonio Bruno.

Era ritenuto responsabile di un incidente sul lavoro rivelatosi mortale ed oggi patteggia la pena dinanzi ad un giudice. Il gup Simona Panzera accoglie la richiesta dell'avvocato Luigi Rella per Carmine Cesario Caputo e condanna il 47enne di San Donato a 2 anni, pena sospesa. Il patteggiamento  è stato concordato dal legale dell'uomo con il pubblico ministero Paola Guglielmi, sostituita in udienza dalla collega Angela Rotondano.

Il 47enne, legale rappresentante della "Caputo Impianti" era accusato della morte "per folgorazione" di Antonio Bruno, 37enne dottore commercialista, titolare dell'area di servizio, "Apulia Petroli" sulla San Cesario-Galatina, all'altezza dello svincolo per San Donato. Caputo rispondeva dei reati di omicidio colposo e di violazioni delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro. La moglie di Bruno, costituitasi parte civile nella scorsa udienza con l'avvocato Viola Messa, aveva chiesto un maxi risarcimento.

Caputo era stato chiamato dalla vittima, una mattina del 22 luglio 2014 attorno alle 9:30, per sostituire una lampadina presso la stazione di carburanti di Bruno. L'elettricista avrebbe manovrato il cestello elevabile, montato sul braccio dell'autocarro di sua proprietà e su cui era salito anche il Bruno, in mancanza di opportune precauzioni. Dunque, senza utilizzare la cintura di sicurezza, non rispettando la distanza di sicurezza di 3,50 metri dai conduttori elettrici e le istruzioni tecniche della piattaforma. Quest'ultima doveva essere affidata a due operatori "istruiti", di cui uno dei due posizionato a terra per poter intervenire in caso di necessità, azionando il dispositivo di discesa di emergenza. Nello specifico accadeva che mentre Caputo portava il cestello all'altezza di un lampione, faceva entrare in contatto Bruno con i fili di alta tensione, provocandone una prima folgorazione.

Quest'ultimo una volta ripresosi dallo shock, nel tentativo di rialzarsi e poiché il cestello non era ridisceso a terra, avrebbe urtato i fili elettrici con la testa. Questa seconda folgorazione sarebbe risultata letale. Anche Caputo avrebbe subito una scossa piuttosto forte e sarebbe stato ricoverato immediatamente presso il “Vito Fazzi” di Lecce. Sul posto, inoltre sono subito intervenuti i Vigili del Fuoco, Carabinieri e gli uomini dello Spesal. 



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