Non è stata soltanto una cerimonia. È stato il racconto di una storia lunga oltre due secoli che continua a vivere ogni giorno nelle strade, nelle piazze, nelle scuole e nelle case del Salento.
Nella serata del 5 giugno, il suggestivo chiostro di Palazzo dei Celestini a Lecce ha accolto le celebrazioni per il 212° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri. L’evento si è trasformato in un profondo momento di incontro tra le istituzioni, i cittadini e i rappresentanti di quella comunità che la Benemerita accompagna e tutela quotidianamente.
Autorità e Cittadini Uniti nel Segno dei Valori dell’Arma
Sotto le insegne illuminate dai colori istituzionali, autorità civili, militari e religiose, magistrati, amministratori locali e associazioni combattentistiche hanno condiviso un momento capace di coniugare memoria e futuro.
La serata ha visto la partecipazione corale di alte cariche del territorio, tra cui il Prefetto Natalino Manno; l’Arcivescovo Angelo Panzetta; Sindaco di Lecce e il Presidente della Provincia e il Procuratore Capo della Repubblica.
La loro presenza ha testimoniato la centralità di valori pilastro come il servizio, la legalità, la prossimità e lo spirito di sacrificio.
Il Legame tra i Carabinieri e il Territorio Salentino
Nel suo intervento il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Lecce, il Colonnello Andrea Siazzu — alla sua prima celebrazione dell’Anniversario dell’Arma in questa veste — ha richiamato il profondo legame che unisce i militari al territorio salentino. Una relazione che affonda le radici nella storia nazionale e si rinnova grazie alla presenza capillare delle stazioni locali.
Un pensiero particolarmente sentito è stato rivolto ai Caduti dell’Arma, alle Vittime del Dovere, ai due Carabinieri del Comando Provinciale scomparsi nell’ultimo anno e ai giovani assistiti dall’Opera Nazionale di Assistenza per gli Orfani dei Carabinieri (ONAOMAC).
Oltre i Numeri: il Vero Concetto di Sicurezza
Tra i passaggi più significativi del discorso del Colonnello Siazzu vi è stato il richiamo a un concetto di sicurezza che va oltre i numeri e le statistiche.
“Sicurezza significa certamente protezione e contrasto ai fenomeni criminali, ma significa anche consentire alle persone di vivere serenamente il proprio quotidiano, percependo la presenza dello Stato come un punto di riferimento affidabile e costante.”
In quest’ottica si inserisce il lavoro svolto da quasi mille Carabinieri impegnati nella provincia di Lecce. Una rete di prossimità che, in gran parte dei comuni salentini, rappresenta il presidio dello Stato più vicino ai cittadini.
Una “Cultura dell’Essere” contro il Clamore
In un’epoca dominata dalla velocità dell’informazione e dalla ricerca di visibilità, il Comandante ha elogiato la cultura dell’essere: un modello fondato sulla sobrietà, sulla concretezza e sulla capacità di risolvere i problemi in modo silenzioso e operoso.
Il Bilancio Attività nel Salento: Contrasto alla Criminalità e Tutela del Territorio
Accanto alla memoria, la celebrazione del 5 giugno (data che ricorda la prima Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Bandiera dei Carabinieri nel primo conflitto mondiale) ha offerto l’occasione per fare il punto sull’impegno quotidiano nel Salento contrasto alla criminalità organizzata e diffusa; tutela delle fasce vulnerabili e prevenzione delle truffe agli anziani; contrasto alla violenza di genere e salvaguardia dell’ambiente tramite i Carabinieri Forestali e i Reparti Speciali.
La sicurezza è stata definita come un bene comune non delegabile, che richiede la sinergia tra Prefettura, Magistratura e Forze dell’Ordine, ma anche la partecipazione attiva e il coraggio civico dei cittadini stessi.
Premiazioni e Riconoscimenti della Serata
Il momento centrale della cerimonia ha visto la consegna delle ricompense ai militari che si sono distinti per eccezionali attività di servizio: storie di professionalità e coraggio vissute lontano dai riflettori.
Il Colonnello Siazzu ha infine espresso gratitudine a tutti i Carabinieri, alle loro famiglie, agli organi di stampa e all’Orchestra di fiati del Conservatorio “Tito Schipa”, che ha accompagnato l’evento.
Il lungo applauso finale ha sancito un legame indissolubile, che ancora oggi rispecchia la storica definizione che Costantino Nigra diede dell’Arma all’indomani dell’Unità d’Italia: una presenza «calma, severa, tacita e compatta».











