La forza dei Big Data per combattere i femminicidi

Il progetto “Innamorati di Te” e una ricerca condotta da SocialCom spiegano come le conversazioni sui social e le interazioni possano essere strumenti di informazione e prevenzione.

Più di 850 mila menzioni su web e social, per più di 120 milioni di interazioni. Nel corso del 2023 il tema del femminicidio e della violenza di genere ha creato un vero e proprio uragano online. Un tema caldo, sentitissimo, che non lascia indifferenti.

Più dell’immigrazione (630 mila menzioni e 38 milioni di interazioni), più dei cambiamenti climatici (311 mila menzioni e 73 milioni di interazioni), meglio anche di furti e rapine, sicurezza sul lavoro e razzismo. A conferma di come gli italiani siano interessati, attenti e di come ci sia richiesta di maggiore informazione e prevenzione. A rivelare questi dati è la ricerca di SocialCom, condotta grazie alla piattaforma SocialData, all’interno del progetto “Innamòrati di Te”, proposto da Codere. “Questi dati sono la dimostrazione che la rete, se correttamente utilizzata, può essere uno strumento fondamentale di educazione e informazione”, ha spiegato Imma Romano, Responsabile della Comunicazione di Codere Italia, azienda del campo gambling da tempo impegnata in progetti di sensibilizzazione sul tema della violenza di genere.

“Ed è proprio il gambling ad aver sfruttato per primo le potenzialità dei Big Data – ci spiegano dalla redazione di Gamingreport.it – utili per ricerche di questo tipo ma non solo”. Il settore del gioco pubblico e legale, grazie all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale e del Machine Learning, guarda ai dati soprattutto per migliorare l’esperienza ludica degli utenti o per dirigere meglio le proprie iniziative di marketing. “I Big Data sono fondamentali anche per la sicurezza online – continuano da Gamingreport.it – analizzando le statistiche relative al comportamento online dei giocatori, il loro ritmo, le loro spese, l’orario in cui giocano e altri parametri utili è possibile capire il loro stile di gioco e capire in anticipo i possibili segnali di una dipendenza”.

Una vera e propria fonte di informazioni, di statistiche interessanti, per capire cosa pensa l’opinione pubblica ma anche per capire come si pensa, si ragiona, si discute online. Le parole più utilizzate, nel 2023, per parlare di violenza di genere sono verbi come “cambiare”, “fermare”, “denunciare”, “raccontare”. Verbi programmatici, che raccolgono significati diversi e che adesso devono essere veicolati, cavalcati, trasportati nella realtà. “I social, la rete, le attività online possono essere utili per capire la nostra società” concludono da Gaming Report.

“L’indagine dimostra come la società civile sia pronta a condannare e stigmatizzare comportamenti violenti, discriminatori e vessatori – conclude Imma Romano – Purtroppo, però il processo culturale che ci porterà verso il raggiungimento di una totale consapevolezza è ancora lungo”. Sta a noi renderlo breve e soprattutto duraturo.