Non accontentiamoci del solito ‘andrà tutto bene’. I governi ci dicano per tempo cosa ci aspetta

Speriamo di non finire come con il covid e di non doverci ritrovare in un’emergenza tremenda da un giorno all’altro. Sul fronte energetico abbiamo il diritto di sapere che inverno dovremo affrontare

‘Andrà tutto bene’ non solo non ci ha mai rassicurato, ma oggi puzza decisamente di sfiga. E allora, ragionando con un minimo di margine d’anticipo, vorremmo prepararci per tempo per scongiurare il rischio che ci cada un’altra tegola tra capo e collo, come nel marzo del 2020, quando nessuno fu in grado di lanciare un allarme preventivo sul nuovo coronavirus.

Questo in ragione di un crescente aumento del costo del gas, che non serve solo per il riscaldamento, ma per ogni meccanismo utile a qualsiasi azione quotidiana, dal farsi una doccia alla preparazione di un piatto caldo. I sabotaggi ai gasdotti sottomarini, di cui resta ignota la matrice, hanno fatto crescere il prezzo del gas e la speranza di chi è in rotta con l’Occidente è proprio quella di prendere l’Europa per fame e freddo con l’arrivo dell’inverno.

A rafforzare i contorni geometrici di questa macabra speranza è l’idea di fondo che gli europei siano dei ‘piedidolci’, esseri privi di spirito patrio e di virilità, poco inclini a sopportare il disagio e le difficoltà. E poi c’è la domanda che vale un miliardo: “la risposta dell’Europa come sarà, unitaria o a palla fai tu?”

Il nuovo governo italiano parta da qui, dal chiedere all’Europa di essere chiara. Se ‘del diman non v’è certezza’, si abbia il coraggio di dircelo prima e non a tempo scaduto. Non un’altra volta.