Caos tamponi molecolari, code chilometriche in via Merine. In fila nel cuore della notte

In attesa dell’apertura di nuovi centri dove fare tamponi, al Palazzetto dello Sport di via Caduti di Nassirya non si contano le auto in fila anche nel cuore della notte

Non sono bastati gli appelli a mettersi in coda soltanto se “invitati” dalla Asl o dal medico curante – agli hub si devono presentare solo i cittadini che hanno ricevuto una convocazione – né aver ricordato che chi è risultato positivo ai test effettuati in farmacia o nei laboratori di analisi non ha più bisogno della conferma del molecolare, ma deve mettersi in isolamento. La scena nei centri-tampone del Salento è sempre la stessa: code lunghissime, disagi e malumori, attese anche di diverse ore.

Anche ora che è passato l’effetto-Natale, quando si è registrato un boom di richieste (i kit fai-da-te sono andati a ruba tanto che molte farmacie hanno finito le scorte) per festeggiare in sicurezza e mettersi a tavola con i parenti senza paura, la corsa al tampone continua, complice la variante omicron che ha fatto salire la curva dei contagi.

Anche questa notte, nel Palazzetto dello sport di via Caduti di Nassirya non si contavano le auto in coda. Ci sono i positivi convocati per sottoporsi al tampone di conferma, ma anche i «contatti stretti» che attendono di sapere se sono stati contagiati o meno.

Una questione finita sul tavolo della Prefettura, in una riunione in cui si è discusso della necessità di trovare nuove sedi da trasformare in centri dove effettuare tamponi molecolari. In attesa che vengano attivati ecco alcuni consigli.

I consigli

Chi ha sintomi – febbre, tosse, raffreddore e mal di gola – deve subito contattare il proprio medico curante, il pediatra o la guardia medica che prenoterà un tampone molecolare per accertare o escludere la positività al coronavirus.

Chi non ha sintomi, ma ha avuto un contatto stretto con un positivo deve rivolgersi al medico, che allerterà le autorità competenti per disporre la quarantena. Chi ha avuto un contatto a basso rischio con una persona positiva non è obbligato a sottoporsi a un tampone.

Ancora. È consigliabile fare il test in caso di sintomi o senza sintomi, ma soltanto qualche giorno dopo il contatto stretto. Il picco della carica virale si manifesta, infatti, giorni dopo l’esposizione.



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