L’università al servizio della cultura della donazione, Unisalento e Admo sottoscrivono una convenzione

UniSalento metterà a disposizione le proprie sedi e predisporrà punti informativi anche in occasione di eventi istituzionali, mentre Admo fornirà strumenti, strutture e personale qualificato e coprirà tutte le spese necessarie

Promuovere sul territorio la cultura della donazione del midollo osseo e delle cellule staminali emopoietiche, a partire da attività d’informazione, sensibilizzazione e formazione culturale rivolte agli studenti universitari. È con questi importanti auspici che nella giornata di oggi è stata firmata una convenzione tra l’Università del Salento e l’Admo – Associazione Donatori Midollo Osseo. A sottoscrivere l’accordo il Rettore Fabio Pollice e la Presidente di Admo Puglia, Maria Stea.

Capita spesso, troppo spesso, che anche dinanzi ad azioni che trovano la condivisione della società non ci sia poi l’adeguata conoscenza che consenta di trasformare i buoni propositi in azione concreta. Occorre sempre di più informare e sensibilizzare, dunque, affinché la donazione del midollo osseo e delle cellule staminali possa essere una pratica diffusa. Rivolgersi al mondo universitario è sembrato quindi un passo importante verso la cultura della donazione.

La convenzione ha come obiettivo la formazione di una più ampia coscienza civile e, di conseguenza, la possibilità di favorire l’aumento dei trapianti.

Unisalento e Admo si impegnano per l’organizzazione congiunta di iniziative come convegni, seminari e corsi di formazione per l’approfondimento delle conoscenze sulle patologie ematologiche che necessitano del trapianto di midollo osseo, della prevenzione e della cura delle malattie a esse riferite oltre che della tutela dei donatori.

‘Al di là della meritoria opera d’informazione che Admo offrirà agli studenti UniSalento – ha sottolineato il Rettore Pollice – l’elemento più interessante della convenzione è l’impegno dell’associazione di promuovere attività di ricerca e studio che potranno portare a percorsi formativi nei quali sperimentare e valorizzare competenze traversali alle discipline, riferibili all’educazione alla salute e alla responsabilità sociale della cittadinanza’.