Coronavirus, lo studio sulla curva dell’epidemia: “in Puglia giorno zero il 9 aprile”

Uno studio curato dal Prof. Franco Pedracchi vede l’Italia fuori dell’emergenza nella prima metà di maggio. Andamento diverso in ogni regione, con la Puglia tra le prime a registrare il ‘giorno 0’.

Quando potremmo festeggiare il giorno 0? Quando in Italia potremmo contare zero nuovi casi? Quale sarà l’andamento in ogni regione? Sono le domande a cui hanno provato a dare risposta i ricercatori dell’Einaudi Institute for Economics and Finance (Eief) che, in uno studio basato sui dati forniti quotidianamente dalla Protezione Civile, hanno provato a studiare l’andamento epidemiologico della curva in Italia.

Confrontando i numeri a disposizione, lo studio, effettuato considerando i valori mediani (quelli al centro della distribuzione delle probabilità) e firmato dal professor Franco Peracchi, consegnerebbe un’Italia con nessun nuovo caso di Covid-19 tra il 5 e il 16 maggio prossimo.

Picco, quindi, nel mese di aprile, ma l’andamento – come è noto – non sarà omogeneo in tutto lo Stivale. Lo studio dell’EIEF, infatti, ha stilato una serie di grafici per ogni regione, ipotizzando quando ciascuna di queste potrà contare il fatidico ‘giorno 0’.

E la Puglia potrebbe essere tra le prime a mettere il freno all’emergenza sanitaria. Secondo i calcoli del prof. Padracchi, la nostra regione dovrebbe tagliare il traguardo dei 0 nuovi contagi il 9 aprile, preceduta soltanto da Trentino, Basilicata, Umbria, Liguria Val d’Aosta (tutte tra il 6 e l’8 aprile).

La Puglia, quindi, potrebbe essere la seconda regione del sud d’Italia a contenere a minimo i nuovi casi. Seguiranno, nei giorni immediatamente dopo, il Friuli Venezia Giulia (10 aprile) e l’Abruzzo (11 Aprile).

Subito dopo Pasqua, poi, ci sarebbero la Sicilia e Veneto con l’epidemia che dovrebbe finire il 14 aprile; in Piemonte il 15 aprile, nel Lazio il 16 aprile, in Calabra 17, in Campania il 20.

La Lombardia, invece, vero epicentro della pandemia in Italia, dovrebbe reggere fino al 22 aprile, mentre in Emilia Romagna il 28.

L’ultima Regione sarà la Toscana dal momento che le curve in queste settimane fanno registrare aumenti importanti. Per i toscani, quindi, la parola fine si potrà vedere solo a maggio.

“Va notato – scrive l’autore dello studio – che il numero dei casi in questo momento non è pari al numero degli abitanti del Paese attualmente infettati, ma solo a quello di coloro che sono risultati positivi al test. La quantità di persone attualmente infettate è probabilmente maggiore di un intero ordine di grandezza. Inoltre, la proporzione fra i casi positivi e il numero di persone infettate in ogni momento dato non va considerata costante, perché i criteri e l’intensità dei test variano nel tempo e fra regioni”.

Si tratta, naturalmente, di stime orientative che però danno la percezione di come l’Italia sia oggi sulla strada giusta.