Coronavirus, troppi corridori improvvisati. Servono misure più severe o più controlli

Sono ancora tante le persone che non rispettano le regole del decreto del Governo. E allora servono più controlli o misure più rigide. L’appello, che riportiamo integralmente, di Mario Spagnolo, Presidente di Ala Azzurra

C’è qualcuno che si lamenta delle misure restrittive del Governo, invocando ipotetiche limitazioni alla libertà personale, ma io da Presidente di un’associazione in prima linea in questa guerra contro un nemico invisibile spero che nei prossimi giorni siano adottate regole ancor più severe, forti e dure. Perché l’unico modo per combattere il Coronavirus, senza armi, è quello di spezzare la catena dei contagi.

Chi sta in trincea, come me, si sente offeso per le sciocchezze che alcuni personaggi pubblici sbandierano in tv, quando ospiti di trasmissioni varie invocano ‘riaperture’ che l’Italia non può permettersi.  Non è il momento di improvvisarsi esperti, né quello delle lamentele. È il momento di rispettare le regole, senza trasgressioni, senza escamotage. Per rispetto del numero dei morti comunicato ogni giorno dalla protezione Civile che sembra un vero e proprio bollettino di guerra (ieri il contatore si è fermato a 475 decessi in 24 ore, nemmeno la Cina nel suo momento peggiore). Per rispetto dei medici, degli infermieri e di tutto il personale sanitario che rischiano la vita per salvare quella degli altri, che non conoscono più turni e sono provati nel fisico e nell’anima. Eroi, angeli, soldati in trincea, ma anche loro esseri umani. Non possono fare ‘miracoli’ e bisogna aiutarli restando a casa.

Lamentarsi perché si sta comodamente seduti sul divano è una offesa al grido di aiuto degli Ospedali, ormai allo stremo. È un oltraggio a chi ha perso qualcuno di caro, qualcuno che amava. Le persone che borbottano fanno un torto anche a chi, come me, lavora senza sosta per aiutare chi è in difficoltà. Con il covid-19 si può combattere, sperando, anzi cercando di vincere la battaglia, ma come si fa quando bisogna sconfiggere l’egoismo, il menefreghismo e l’ignoranza?

È una guerra. Questa volta hai di fronte un nemico invisibile. Non puoi prevedere le sue mosse, al massimo puoi provare a ‘studiare le sue tattiche’ ma fino a quando non hai capito come agisce, per evitare che si propaghi in maniera subdola e veloce bisogna togliergli la possibilità di viaggiare, di passare da persona a persona. Tocca fermarlo. Bloccarlo. Ben vengano, quindi, misure restrittive, ancor più restrittive, se il numero delle persone denunciate per non aver rispettato il decreto del Presidente Conte ha superato quello dei malati. I runner che escono tre volte al giorno se ne facciano una ragione! Avrebbero ancora voglia di correre per strada se volassero proiettili o cadessero bombe dal cielo? Il Coronavirus è una bomba che può esploderti in mano.  Bisogna comportarsi come i  nostri nonni che hanno vissuto la guerra e che non riuscirebbero a capire questa inutile polemica da fighetti del nulla.

Mario Spagnolo

A tal proposito, invito tutte le autorità a controlli più severi nelle strade. Anche in periferia dove improbabili corridori e ciclisti si ritrovano. Un ultimo appello vorrei lanciarlo al ministro dei trasporti che (non) ha bloccato i  treni notturni. La gente continua a viaggiare, di giorno come di sera, e la Puglia non può permettersi i numeri della Lombardia.

Non c’è più tempo. La guerra sarà lunga, ma se tutti remeremo dalla stessa parte la vinceremo! Chi non vuole combattere per egoismo dovrà essere trattato come un disertore, ne vale la vita di tutti e di una nazione intera! Ora basta ci vuole senso di responsabilità, il tempo delle chiacchiere è finito. Quando finirà tutto nulla sarà come prima ed ognuno dovrà prendersi le responsabilità per ciò che si poteva fare e non si è fatto, inviti a “state sereni” superficiali con annunci su TV e social da irresponsabili. Ora è il momento dello stare tutti dalla stessa parte e che Dio ci aiuti.

Avanti Italia!



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