Coronavirus, non finirà tutto il 3 aprile: lockdown per altri 15 giorni

Le rigide regole imposte dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri non finiranno il 3 aprile. Sul tavolo c’è la possibilità di ‘rinnovare’ chiusure e divieti per altri 15 giorni.

Basta guardare i numeri drammatici dell’ultimo bollettino della Protezione Civile – che si è chiuso con il numero più alto di vittime dall’inizio della pandemia – per capire che la fine dell’emergenza è ancora lontana.

La guerra che si sta combattendo contro il Coronavirus, soprattutto negli Ospedali, è tutt’altro che vinta. Il nemico invisibile sta avendo la meglio e probabilmente costringerà il Governo a prorogare per altri 15 giorni le rigide misure di contenimento dopo la scadenza del 3 aprile fissata nel decreto «io resto a casa» firmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri.

Sarà ancora blocco totale, con scuole e attività chiuse, limitazioni agli spostamenti se non per ‘comprovate ragioni di necessità’ e niente passeggiate e sport all’aperto. È una anticipazione del Corriere della Sera, ma è chiaro a tutti che non ci sono le condizioni per allentare la presa. Per tornare alla normalità.

Il rischio – con Pasqua alle porte, la festa del 25 aprile e il ponte del primo maggio – è che abbassando la guardia, permettendo alle persone di ‘riabbracciarsi’, di stare insieme (creando quegli assembramenti tanto combattuti) si creino delle occasioni pericolose, facendo impennare il numero dei contagi. Il distanziamento sociale, è bene ricordarlo, è l’unica arma in mano agli italiani per spezzare la catena.

E poi, trascorse queste due settimane ancora barricati in casa, cosa accadrà? La cancellazione dei divieti dovrà avvenire in modo graduale, dovrà essere pesata in base all’efficacia delle misure. In poche parole, seguirà la curva epidemica.

L’obiettivo è il “contagio uno”

Per comprendere la gravità della situazione e le difficoltà nel riprendere le nostre abitudini occorre osservare il Covid19 non da un punto di vista medico, ma matematico. Il virus sarà sconfitto solo quando il valore dell’R0 (l’indice di contagiosità, cioè il numero di persone che in media ogni individuo infetto contagia a sua volta) sarà stabilmente inferiore a 1.

Nelle scorse settimane, soprattutto nelle regioni del Nord che più stanno soffrendo, l’erre-zero era arrivato a 2,5: ogni individuo infetto, anche inconsapevole, arrivava a contagiare 2-3 persone ciascuna delle quali ne infetta altrettante. Un virus aggressivo, quindi.

“Per questo motivo – hanno spiegato  il professor Locatelli e il professor Brusaferro, numero 1 e 2 dell’Istituto superiore di Sanità – che sarebbe una follia abbassare adesso le misure di distanziamento sociale che con grande spirito di sacrificio e responsabilità la quasi totalità dei cittadini italiani stanno osservando”.

L’obiettivo è che ogni giorno ci sia meno di un nuovo caso per ogni infetto. E molto dipenderà da quanto continueremo a rispettare tutte le regole per limitare la diffusione del Covid-19.



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