‘Trase musica e canzoni ca disciatane emozioni’, il tributo ai flash mob sui balconi nella filastrocca di Miriam Perrone

Alle 18.00 i cittadinii si ritrovano sui loro balconi per lanciare un messaggio: finita l’emergenza saremo più felici di prima e ci sentiremo più orgogliosamente Italiani

Sono giorni davvero strani quelli che sta vivendo l’Italia, impegnata a combattere senza tregua il rischio di contagio dal coronavirus. Nessuno si sarebbe aspettato questa situazione solo qualche settimana fa e fra qualche decennio questo periodo sarà certamente studiato sui libri di scuola quando si racconteranno la paura e le reazioni dei cittadini dinanzi ad una pandemia che sembra inarrestabile. L’Italia, più di altre nazioni, è stata messa a dura prova dal Covid-19 ma gli Italiani hanno tirato fuori il loro proverbiale orgoglio. Alle 18.00, ogni sera, si ritrovano ciascuno sui propri balconi ad intonare canzoni che toccano il cuore e che vogliono rassicurare tutti: finita l’emergenza torneremo ad essere più felici di prima. E forse ci sentiremo più orgogliosamente Italiani. Questo rituale è raccontato nella filastrocca in dialetto nord-salentino da Miriam Perrone.

Le città e li paesi su deserti.
Alle sei tutti li balconi lassati pierti.
Trase musica e canzoni ca disciatane emozioni.
Ti nu balcone ‘ncete nu piccinnu ca ’ntona na canzone.
Su n’autru balcone icinu, se sente nu violinu…
Te l’autru sintimu note e applausi.
La gente appena sente la musica,
s’infila lu primu paru te causi
e si mintune sullu balcone,
cu l’uecchi chini ti amore e la mano sullu core…
Aria ti primavera trase cu dre note,
e le strate nu suntu chiui vuote…
Stu periudu fra muti anni lu truamu sulli libri te storia.
Su convinta ca l’ultima parola sarà: Gloria….
Ci la facimu! cu nu picca te scrupolu e attenzione. Gente!
Continuamu a cantare te lu balcone…e all’Italia tantu Onore…

Traduzione
Le città ed i paesi sono deserti
Ma alle 18.00 tutti i balconi vengono aperti.
Entrano musica e canzoni che suscitano emozioni.
Su un balcone c’è un bambino che intona una canzone.
Su un altro balcone vicino si sente la musica di un violino.
Subito dall’altro sentiamo note e applausi.
La gente appena sente la musica
Indossa il primo paio di pantaloni che trova
E si mette sul balcone
Con gli occhi pieni d’amore e la mano sul cuore.
Aria di primavera entra con quelle note
E le strade non sembrano più vuote.
Questi giorni tra molti anni li studieremo sui libri di storia
E sono convinta che l’ultima parola sarà: ‘gloria!’.
Ce la facciamo, gente! Basta un po’ di scrupolo e di attenzione
(Non scendiamo per strada) E continuiamo a cantare dal balcone
E all’Italia tributiamo tanto onore!



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