Coronavirus, i social impazzano e la preoccupazione cresce nelle scuole al rientro dalle vacanze di carnevale

Tante le famiglie che durante le vacanze hanno deciso di viaggiare, scegliendo mete turistiche affollate. Aumenta la preoccupazione per il rientro a scuola.

Gli ultimi aggiornamenti sui contagi da coronavirus stanno facendo vacillare le certezze anche dei più fatalisti, di coloro che non si lasciano prendere facilmente da psicosi.

Quel che appariva lontano dall’uscio di casa, si avvicina inesorabilmente. Quanto accaduto, poi, venerdì sera alla stazione di Lecce la dice lunga su quanto si brancoli ancora nel buio sotto vari punti di vista, dai sintomi al periodo di incubazione. Le teorie complottiste ci sono tutte e fanno bella mostra di sé nelle chiacchiere da salotto.

Ma le risposte scientifiche non sta a noi darle. Quelle che, invece, noi comuni mortali chiediamo di ricevere sono risposte reali, quelle legate alla vita quotidiana.

Se  vogliamo scendere più nel dettaglio dal palcoscenico della psicosi generale che sta attanagliando ormai anche l’Italia, le famiglie si dicono preoccupate. Preoccupate per il rientro a scuola dei propri figli, visto che tra i consigli da seguire per evitare ogni forma di contagio c’è quello di evitare luoghi chiusi ed affollati. Preoccupate perchè non sono pochi coloro che, approfittando del ponte festivo, sono partiti per viaggi anche fuori i confini patrii.

Stiamo valutando di non far rientrare i nostri bambini a scuola dopo le festività” azzarda più di qualcuno sulle ‘famigerate’ chat di classe. C’è chi addirittura pensa a riempire la dispensa in caso si rendesse necessario evitare di uscire da casa.

E non sono poche le scuole salentine più virtuose che, accogliendo con solerzia l’invito di alcuni genitori, stanno provvedendo a dotare le classi di gel virucidi per poter disinfettare le mani degli alunni, oltre che del personale scolastico e parascolastico.

Può sembrare eccessivo per una regione come la Puglia in cui, ci assicurano, il virus non ha fatto ancora ingresso. Ma poco contano le rassicurazioni quando si tratta della salute, soprattutto di quella dei propri figli.

Hanno detto che il coronavirus ha attaccato ad oggi pochi bambini, cosa strana visto che piccoli e anziani sono considerati ‘soggetti deboli’ dal punto di vista immunitario. Ma le statistiche parlano chiaro. Eppure sempre statistiche sono e per qualcuno “lasciano il tempo che trovano”.

E allora, tanto ancora verrà detto, non rimane che aspettare le notizie ufficiali. Intanto, per favore, non parliamo solo di psicosi, quelli di oggi sono timori fondati e le Istituzioni non devono fare l’errore di minimizzare. Con competenza e serietà occorre prendere la situazione di petto e prevenire quello che si può prevenire.

 



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