Coronavirus, tra psicosi e protocolli d’emergenza. Si sgonfia il caso dei passeggeri del treno Roma-Lecce

Nella serata di ieri sul convoglio giunto nel capoluogo dalla Capitale si era diffusa la notizia di un ragazzo affetto dalla malattia. I passeggeri sono scesi solo alcune ore dopo.

Siamo di fronte a una vera e propria psicosi. Le informazioni che giungono quotidianamente sono tante, frammentarie, a volte si contraddicono l’una con l’altra.

A questo, poi, si aggiungono i casi riscontarti in Veneto, dove si è avuta la prima persona deceduta e soprattutto in Lombardia, qui, infatti, nella giornata di ieri, sono stati chiusi tutti gli esercizi pubblici, scuole, uffici e le aziende nei comuni di Casalpusterlengo, Codogno e Castiglione d’Adda.

Il Salento non fa eccezione dopo quello che è accaduto ieri sera alla Stazione di Lecce.

Sono state ore di vera e propria paura quelle che hanno vissuto i passeggeri del Treno Freccia Argento Roma-Lecce.

Le lancette dell’orologio segnavano all’incirca le 20.40 e il convoglio proveniente dalla Capitale era giunto regolarmente presso la stazione ferroviaria del capoluogo ma, una volta fermo, le porte delle carrozze sono rimaste chiuse.

Un guasto improvviso che ha impedito l’apertura? In molti si sono chiesti il perché della decisione, poi, piano piano, sono iniziate a giungere le prime indiscrezioni e sono state abbastanza allarmanti… si vociferava, infatti, che all’interno della carrozza nr. 9 fosse presente un ragazzo giunto dalla Cina con un sospetto caso di coronavirus. A segnalare il tutto, con una chiamata al 113, una ragazza.

A questo punto, quindi, in men che non si dica, è scattato il protocollo di emergenza, i binari si sono riempiti di agenti di Polizia, dotati tutti kit di emergenza e di lì a poco sono giunti i responsabili sanitari della Asl di Lecce.

Una volta saliti sul treno, poi, si sono diretti verso la carrozza nr. 9 e, dopo aver visitato il giovane e aver riscontrato che non ci fosse alcun elemento che potesse far supporre che fosse affetto dalla malattia, alle ore 22.30, hanno dato il via libera, le porte si sono aperte e i passeggeri sono scesi. A ogni modo gli occupanti del vagone dove è stato segnalato il caso verranno tenuti sotto controllo per circa due settimane.

Il ragazzo “sospettato” era sì tornato da un viaggio in Cina, ma sia nell’aeroporto del Paese orientale che in quello italiano era stato sottoposto a tutti i controlli del caso che avevano dato esito negativo.



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