Emergenza 118 Lecce: il grido d’allarme della Fp Cisl tra demansionamento, burocrazia e mezzi in tilt

Il quadro delineato è quello di un sistema al collasso, dove la professionalità degli operatori sanitari sarebbe calpestata.

Non c’è pace per il Servizio di Emergenza Territoriale (SET) 118 dell’ASL di Lecce. A sollevare nuove critiche è la Segreteria Territoriale della Fp Cisl salentina, che attraverso il Segretario Sanità Antonio Piccinno e il Dirigente Sindacale Marco Luceri, lancia un duro atto d’accusa contro le recenti disposizioni della Direzione. Il quadro delineato è quello di un sistema al collasso, dove la professionalità degli operatori viene calpestata da procedure farraginose e da una gestione logistica carente.

1. Il paradosso del “rifiuto al trasporto”: infermieri sminuiti

Al centro della polemica c’è la nuova procedura che riguarda le postazioni India (con infermiere e soccorritore) e Victor (con solo soccorritori). Secondo la disposizione contestata, l’infermiere non può più gestire in autonomia il rifiuto al ricovero da parte del paziente, ma deve contattare il Medico di Centrale per registrare telefonicamente il dissenso.

“Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile,” dichiarano Piccinno e Luceri. “L’infermiere è un professionista con percorsi accademici avanzati, capace di gestire criticità cliniche complesse. Negargli la facoltà di formalizzare un dissenso al trasporto significa ridurlo a mero esecutore.”

Oltre allo svilimento professionale, il sindacato evidenzia un rischio concreto per la cittadinanza: l’attesa dei tempi tecnici per la registrazione remota genera ritardi pericolosi, bloccando i mezzi sul posto e impedendo loro di essere pronti per l’intervento successivo.

2. Stop al demansionamento: “gli infermieri non sono addetti alle pulizie”

Un altro fronte di scontro riguarda la sanificazione delle ambulanze dopo il trasporto di pazienti infettivi. La Fp Cisl denuncia la prassi di obbligare infermieri e soccorritori a procedere personalmente alla pulizia profonda dei mezzi.

Il sindacato è perentorio: si tratta di demansionamento. La pulizia dei mezzi dovrebbe essere di competenza esclusiva di Sanitaservice, che dispone di mandato contrattuale e attrezzature idonee.

“Pretendere che il personale sanitario si improvvisi addetto alle pulizie industriali è inaccettabile,” incalzano i rappresentanti Cisl, minacciando di ricorrere al Giudice del Lavoro e di presentare esposti agli organi competenti se la mansione non verrà revocata immediatamente.

3. Autoparco al collasso: 6 nuovi mezzi fermi per guasti

L’ultima nota dolente riguarda l’efficienza dei mezzi. Nonostante l’arrivo di 6 nuove autoambulanze, queste risulterebbero spesso ferme contemporaneamente per guasti tecnici. Una situazione che costringe l’ASL a ricorrere a costosi noleggi da ditte private per coprire i turni.

La Fp Cisl chiede massima trasparenza:

– Verifica dei capitolati d’appalto sulla manutenzione.

– Analisi dei tempi di riparazione: quanto passa dalla segnalazione del guasto alla riconsegna?

– Danno erariale: il fermo dei mezzi di proprietà rappresenta un costo ingiustificato per le casse pubbliche.

Una salute pubblica a rischio?

La conclusione dei sindacalisti è amara: il sistema di Emergenza-Urgenza nel Salento regge solo grazie all’abnegazione e al sacrificio quotidiano degli operatori. Senza una revisione delle disposizioni e un investimento reale sull’efficienza logistica, la tutela della salute dei cittadini rischia di diventare un miraggio dietro la polvere della burocrazia e delle inefficienze meccaniche.



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