Forza Italia Puglia, il ruggito del “Leone di Gallipoli”: Vincenzo Barba lancia il j’accuse contro D’Attis

Barba punta il dito contro una gestione “brindisino-centrica” che ignora la complessità di una regione importante come la Puglia.

Non è un semplice comunicato, ma una vera e propria scossa tellurica quella che il Senatore Vincenzo Barba ha impresso al panorama politico pugliese. Con un intervento dai toni durissimi, l’ex parlamentare, già Sindaco di Gallipoli e figura storica del berlusconismo in Puglia, ha rotto il silenzio per denunciare quello che definisce lo stato di “agonia” di Forza Italia nella regione.

Al centro del mirino c’è la gestione del Segretario Regionale Mauro D’Attis e di una classe dirigente accusata di aver trasformato il partito in un “fortino di privilegi personali”.

“Stacchiamo la spina a questa gestione inetta”

L’esordio di Barba non lascia spazio a interpretazioni: “Basta agonia, stacchiamo la spina a questa gestione inetta! Il partito non è cosa loro”. Il Senatore richiama l’attenzione su un declino che, a suo dire, era già ampiamente prevedibile fin dal febbraio 2024, quando denunciò un “accordo al ribasso” nato in seguito al congresso regionale.

Secondo Barba, mentre a livello nazionale il vento della rifondazione soffia forte grazie all’impulso di Marina Berlusconi, in Puglia si assiste a una debacle senza precedenti.

“Non parla: tuona. Non scrive: scolpisce”, dicono i suoi sostenitori, descrivendo un uomo profondamente deluso nel vedere la “creatura” del Cavaliere ridotta ai minimi termini in termini di consensi e di visione strategica.

L’accusa: “Encefalogramma piatto e distacco dalla realtà”

Il ritratto che Barba dipinge dei vertici pugliesi è impietoso. Parla di un “encefalogramma piatto” e di una gestione barricata nei propri uffici, sorda alle richieste del territorio e incapace di ascoltare militanti ed elettori.

Il distacco dal territorio: Barba punta il dito contro una gestione “brindisino-centrica” che ignora la complessità di una regione che si estende dal Gargano al Capo di Leuca.

Il muro di gomma: l’accusa principale riguarda l’arroganza del potere: “Gente che non risponde al telefono, che rifiuta il confronto, barricata a doppia mandata nei propri privilegi”.

La perdita di voti: richiamando le analisi dell’ex coordinatore Gino Vitali, Barba ricorda la drammatica emorragia di consensi che ha colpito il partito azzurro in terra di Puglia.

L’appello a Marina Berlusconi e la voglia di rinascita

Il Senatore non si limita alla critica, ma lancia una sfida per il rilancio. Esprime pieno sostegno ai consiglieri regionali che si sentono “orfani di un progetto serio” e si dichiara pronto a farsi portavoce delle istanze pugliesi direttamente presso la famiglia Berlusconi.

“Forza Italia ha dato vita alla Seconda Repubblica, ha parlato di rivoluzione liberale. Vedere questo stato di agonia è un colpo al cuore”, prosegue la nota. L’obiettivo dichiarato è quello di chiamare a raccolta tutte le “anime del partito” che non si arrendono alla fine programmata.

“Ora o mai più”

Il messaggio finale di Vincenzo Barba è un ultimatum che risuona come una chiamata alle armi per la base azzurra: il tempo delle poltrone è finito, deve tornare quello della libertà.

Resta ora da vedere come reagirà il Segretario Mauro D’Attis e se questo J’accuse di un “pezzo da novanta” della storia di Forza Italia provocherà quell’attesa scossa tellurica capace di rimescolare le carte in vista delle prossime sfide elettorali. La Puglia azzurra, un tempo culla del berlusconismo, si trova oggi davanti a un bivio: la rinascita o il definitivo tramonto.



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