Una vasta operazione di polizia giudiziaria, condotta dai Finanzieri del Comando Provinciale di Lecce, ha portato all’alba di oggi all’esecuzione di un’ordinanza di misure cautelari nei confronti di quattro persone. Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Lecce, Francesco Valente su richiesta del pm Alessandro Prontera, prevede arresti domiciliari e misure interdittive per le persone accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati in materia di accise e falsità ideologica.
Parliamo di Antonio Caprifico, 51 anni, di Galatone; Giorgio Barone, 68 anni, di Matino; Davide Gabellone, 42 anni, di Nardò, per i quali sono stati applicati gli arresti domiciliari. Invece, per Alessandro Manco, 54 anni, di Taviano è stato chiesto il divieto temporaneo di esercitare l’attività imprenditoriale per 1 anno. La misura è stata emessa dopo la richiesta del pm di applicazine delle misure cautelari e gli interrogatori preventivi degli indagati davanti al gip. Sono difesi dagli avvocati Andrea Frassanito, Luigi Corvaglia, Stefano Stefanelli, Andrea Bianco e potranno fare ricorso davanti al tribunale del Riesame.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Lecce e delegate alla Guardia di Finanza della Compagnia di Gallipoli, hanno fatto luce su tre distinti sistemi grazie all’ausilio di intercettazioni tecniche. Il fulcro dell’attività illecita ruotava attorno alla creazione di false imprese agricole.
Attraverso la presentazione di documentazione fittizia agli uffici U.M.A. (Utenti Motori Agricoli), l’organizzazione riusciva a ottenere i Libretti Fiscali di Controllo necessari per l’acquisto di ingenti quantitativi di gasolio ad aliquota agevolata. Il carburante, che sulla carta doveva servire per il riscaldamento delle serre o per i mezzi agricoli, veniva in realtà rivenduto a terzi nelle province di Lecce e Brindisi per usi soggetti a tassazione ordinaria, come l’autotrazione o il riscaldamento privato.
Oltre alle misure cautelari, le Fiamme Gialle hanno eseguito un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per un valore di circa 120mila euro. Durante le operazioni sono state effettuate numerose perquisizioni e notificati avvisi di garanzia ad altri soggetti coinvolti. In totale, sono 23 gli indagati deferiti alle Autorità Giudiziarie di Lecce e Brindisi.
Secondo quanto emerso, la frode ha riguardato la distrazione di oltre 500mila litri di prodotto petrolifero, di cui 300mila già consumati illecitamente, con un’evasione accertata delle accise pari a circa 156mila euro.
L’inchiesta ha coinvolto anche un deposito commerciale di prodotti petroliferi, utilizzato come distributore stradale abusivo per rifornire centinaia di mezzi privati con il gasolio agricolo “agevolato”. Parallelamente, sono state cristallizzate le responsabilità di altri imprenditori agricoli che prestavano i propri libretti fiscali per permettere l’assegnazione fraudolenta del carburante.
Naturalmente, il procedimento pende nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità degli indagati sarà accertata solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna.
