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«Tuo nipote è nei guai»: anziano cade nella trappola e perde 20mila euro. Arrestato un 22enne

L'anziano era stato convinto ad aiutare un presunto familiare in difficoltà. Consegnò contanti, oro e bancomat a un falso direttore delle Poste. Dopo mesi di accertamenti, individuato un 22enne già detenuto per altra causa.

by Redazione
14 Giugno 2026 10:32
in Cronaca, Primo Piano
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Una telefonata improvvisa, la voce che racconta di un familiare in difficoltà, la richiesta disperata di aiuto (e di denaro) e infine l’arrivo di un uomo che si presenta come una figura autorevole, capace di risolvere la situazione. È il copione ormai noto usato per mettere a segno truffe agli anziani, ma che continua, purtroppo, a funzionare. Questa volta il teatro della vicenda è Tricase, dove un pensionato di 85 anni è stato raggirato e privato di denaro, gioielli e persino della propria carta bancomat per un valore complessivo di circa 20mila euro.

Dopo mesi di indagini, i Carabinieri sono riusciti a identificare il presunto autore materiale della truffa, eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Lecce.

La truffa del falso nipote: come è stato ingannato l’85enne

L’inchiesta è partita dalla denuncia presentata dall’anziano vittima del raggiro. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo era stato contattato telefonicamente da una persona che si era spacciata per un nipote in grave difficoltà economica. Con toni concitati e facendo leva sull’affetto e sulla preoccupazione, il truffatore aveva chiesto un aiuto immediato per risolvere presunti problemi familiari e debiti urgenti. Poco dopo, presso l’abitazione dell’85enne si era presentato un complice che si era qualificato come “direttore delle Poste”.

Convinto della veridicità della situazione e messo sotto pressione psicologica, l’anziano aveva consegnato circa 9.500 euro in contanti, diversi monili in oro e la propria carta bancomat con il relativo codice PIN.

Dopo aver ottenuto quanto richiesto, il falso incaricato si era allontanato rapidamente facendo perdere le proprie tracce.

Le indagini dei Carabinieri di Tricase

Le attività investigative sono state condotte dai Carabinieri della Stazione di Tricase con il supporto dell’Aliquota Operativa del N.O.R.M. della Compagnia competente.

Gli investigatori hanno analizzato numerose immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti sul territorio, ricostruendo gli spostamenti e i contatti riconducibili al gruppo criminale coinvolto nel raggiro.

Un lavoro particolarmente complesso, reso difficile dalla scarsità iniziale di elementi immediatamente utilizzabili e dalla necessità di seguire una lunga serie di riscontri investigativi.

L’incrocio delle informazioni raccolte ha però consentito di individuare il presunto responsabile materiale della truffa.

Custodia cautelare in carcere per un 22enne

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal G.I.P. del Tribunale di Lecce nei confronti di un cittadino marocchino di 22 anni, già noto alle Forze dell’Ordine e attualmente detenuto per altra causa. Il provvedimento è stato notificato presso la Casa Circondariale di Viterbo dalla Polizia Penitenziaria.

Come previsto dalla legge, resta ferma la presunzione di innocenza: la responsabilità penale dell’indagato dovrà infatti essere accertata nel corso del processo e nei successivi gradi di giudizio.

L’appello dei Carabinieri: massima attenzione alle telefonate sospette

L’episodio conferma come le truffe agli anziani continuino a rappresentare un fenomeno particolarmente insidioso. I malviventi sfruttano spesso stati emotivi di paura e urgenza per convincere le vittime a consegnare denaro o oggetti di valore.

Per questo motivo l’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito a diffidare di qualsiasi richiesta di denaro avanzata telefonicamente da sconosciuti, anche quando questi sostengano di essere parenti, avvocati, funzionari pubblici o dipendenti di enti e istituzioni.

In caso di dubbi è fondamentale interrompere la conversazione, contattare direttamente i propri familiari e chiamare immediatamente il Numero Unico di Emergenza 112, evitando qualsiasi consegna di denaro, gioielli o documenti a persone non chiaramente identificate.

La vicenda di Tricase rappresenta l’ennesimo esempio di una tipologia di truffa che continua a colpire soprattutto le persone più fragili. L’identificazione del presunto responsabile dimostra però come il lavoro investigativo delle Forze dell’Ordine possa risultare decisivo nel ricostruire i fatti e assicurare alla giustizia coloro che, approfittando della buona fede delle vittime, tentano di arricchirsi con l’inganno.

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