Conte spiega la fase due di convivenza con il virus, ma chi sono i ‘congiunti’? Domande e dubbi impazzano sui social

I fidanzati che non vivono sotto lo stesso tetto, gli amici di lunga data e le anziane vicine di casa trattate come nonne non rientrano nel concetto di ‘congiunti’.

«Se ami l’Italia, mantieni le distanze». Con queste parole il premier Giuseppe Conte ha cominciato la conferenza stampa voluta per illustrare la fase due di convivenza con il virus. Un momento “delicato” perché bisogna rimettere in moto il paese senza evitare che la curva dei contagi – che ha iniziato la sua discesa – torni a salire. Il Coronavirus non è stato sconfitto, probabilmente lo sarà quando sarà trovato un vaccino o, come sostengono alcuni esperti, quando andrà via così come accaduto per altri nemici invisibili, scomparsi dopo aver fatto paura al mondo intero.

Impedire che scoppino nuovi focolai giustifica, quindi, la ‘cautela’ con cui è stato messo a punto, con la task force guidata da Vittorio Colao, il piano per la ripartenza che scatterà dal 4 maggio. Tanto che qualcuno ha fatto notare che non si tratta di una fase due, ma “uno e mezzo”.

Amori vietati nella fase due

Ma un punto, su tutti, ha scatenato il popolo del web. Quando il Presidente del Consiglio ha confermato l’isolamento sociale, ma ha aperto alla possibilità di far visita ai congiunti: genitori, nonni, nipoti, fratelli e sorelle, zie e zii, se si trovano nella stessa regione. E purché «venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento e vengano utilizzate le mascherine». Insomma, chi è legato da un vincolo di parentela, secondo la Treccani.

E i fidanzati? I compagni che, per un motivo o per un altro, non vivono sotto lo stesso tetto?  I “Giulietta e Romeo”? Stando così le cose dovranno continuare ad ‘amarsi a distanza’. Per uscire, infatti, occorre un vincolo di sangue o legale. Apriti cielo! Tanti, sui social, si sono chiesti cosa determina un legame. Ci sono vicini di casa “che si trattano” come se fossero parenti, anziane considerate come nonne (soprattutto da chi non le ha) amiche unite da sentimenti forti e amici inseparabili come se fossero fratelli.

La famiglia detta le regole anche ai funerali, concessi purché alla funzione siano presenti 15 persone (massimo) tutti congiunti.

C’è da dire una cosa. Nulla è definitivo. Il decreto illustrato ieri dal premier Conte e pubblicato subito dopo non offre chiarimenti. Si attendono, quindi, le disposizioni attuative e i chiarimenti che il Governo solitamente pubblica sul sito di Palazzo Chigi. Non sarebbe nemmeno la prima volta, de resto: anche in passato, le ormai note Faq hanno precisato questioni che, nel testo del governo, non sembravano chiarissime.

Dubbi anche sui controlli

Un altro dubbio, poi, è legato anche alle modalità di controllo su quanto verrà reso nella nuova autocertificazione. Come si proverà il legame con un congiunto in caso di controllo da parte delle forze di polizia? Come potremmo dimostrare, cioè, che la persona presso la quale ci stiamo recando è effettivamente un congiunto? Dovremmo autocertificare anche un albero genealogico? Anche qui servirà chiarezza da parte del Ministero dell’Interno per non incorrere in rischi e per non lasciare ampio libero arbitro agli operatori controllori.



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