Botti di capodanno, la conta dei feriti nel Salento. Attenzione ai fuochi inesplosi!

C’è la conta dei feriti legati ai botti nel Salento. Attenzione, però, a petardi e fuochi pirotecnici trovati in strada: non vanno mai raccolti perché potrebbero esplodere.

Sono sette i feriti causati dallo scoppio di fuochi d’artificio. All’alba del nuovo anno il bilancio nel Salento è di una notte di San Silvestro tutto sommato tranquilla. Era stato così anche l’anno scorso, quando la conta si era fermata a quattro. Nonostante i divieti, scritti nero su bianco nelle ordinanze di molti Comuni, in tanti non hanno voluto rinunciare ai botti allo scoccare della mezzanotte, ma per qualcuno i festeggiamenti si sono conclusi con una corsa in Ospedale.

È finito al Vito Fazzi di Lecce, un’ottantenne di Ruffano colpito alla testa da un petardo mentre si trovava sul balcone della propria abitazione, a Torre San Giovanni, marina di Ugento. Una volta chiamati i soccorsi, l’anziano è stato accompagnato in «codice rosso» al Pronto Soccorso per una emorragia  cerebrale. Sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, si trova ora ricoverato in  prognosi riservata. A Copertino, invece, un 35enne del posto ha rimediato ferite alle mani, alla testa, alle gambe e a un piede. Se la caverà con una prognosi di dieci giorni. Altri feriti legati allo scoppio dei botti di Capodanno si contano a Galatina e Gallipoli, dove un 53enne ha avuto bisogno di cure dopo che, stando al suo racconto, ha raccolto per strada un petardo che poi è esploso.

I dati dei feriti sono contenuti e lontani dai numeri del passato, quando il risveglio dai festeggiamenti si trasformava in un vero e proprio “bollettino di guerra” con tanti morti, spesso giovani e giovanissimi, che avevano utilizzato impropriamente botti e petardi spesso illegali.

Le attività di prevenzione svolte in questi anni, i controlli serrati delle forze dell’ordine, la maggiore consapevolezza di chi armeggia con i giochi di fuoco che devono essere usati in maniera intelligente e sicura hanno avuto effetto. Importanti sono state anche le ordinanze sindacali emanate da tanti primi cittadini che hanno svolto il loro ruolo di sensibilizzazione teso a tutelare la quiete pubblica per evitare che i botti si trasformassero in vero e proprio disturbo, scoraggiando anche il tentativo maldestro di chi, senza pensare alle conseguenze, non disdegna di accendere fuochi in mezzo alla folla tipica di tanti eventi di fine anno.

Non meno importante è stato anche il contributo di chi ha chiesto con garbo di utilizzare i fuochi d’artificio con moderazione per evitare di spaventare troppo gli amici a quattro zampe, letteralmente terrorizzati dai fuochi.

Un insieme di azioni che magari non hanno convinto tutti, specialmente chi pensa che non c’è fine anno senza botti, ma che certamente ha consentito di registrare discreti risultati in termini sanitari.

Fortunatamente qualcosa sta cambiando. I numeri non sono più ‘drammatici’ come in passato quando i capodanni senza vittime erano solo un’eccezione, quando sulle prime pagine dei giornali si parlava di “morti per i botti” e gli incidenti erano un vero e proprio bollettino di guerra. Anche la conta dei feriti era alta, altissima complice l’imprudenza, ma anche il mercato nero.

Il peggio non è passato…

Il pericolo non è passato del tutto. Il consiglio, passato San Silvestro, è quello di fare attenzione ai botti rimasti inesplosi per strada, che continuano ad essere pericolosi anche a distanza di molti giorni. Forze dell’Ordine e medici raccomandano la massima prudenza perché calato il sipario il livello di guardia non va abbassato. Una cosa è certa petardi o fuochi pirotecnici trovati in strada non vanno mai raccolti perché potrebbero esplodere e provocare lesioni più o meno gravi.



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