“Il tempo in casa per riscoprire l’uncinetto”. Così l’isolamento ci ha riportato a vecchie arti

Durante i giorni dell’isolamento molti in casa hanno imparato a cucinare, a leggere di più e a riscoprire vecchi mestieri. Una giovane salentina ha sfruttato il tempo per la passione dell’uncinetto.

Ce lo siamo detti più e più volte nel corso degli ultimi mesi: sfruttiamo l’isolamento domiciliare per riscoprire gli spazi della nostra casa, per ascoltarci di più in famiglia, per condividere pensieri e non solo post sui social network; mettiamoci ai fornelli, leggiamo più libri e, magari, riscopriamo qualche antico mestiere.

Gli oltre 50 giorni che ci hanno costretto nelle nostre case ci hanno anche permesso di riscoprire le piccole cose, nascoste spesso in alcuni piccoli gesti, a volte anche in un gomitolo di cotone, un uncinetto e in tanta fantasia. È quello che in queste settimane ha fatto Benedetta, una giovane salentina che ha approfittato della quarantena per riscoprire una antica arte purtroppo andata fuori moda: quella dell’uncinetto.

Troppo facile oggi comprare abbigliamento ed accessori a poco prezzo sul mercato, mentre diventa sempre più difficile trovare merce artigianale, lavorata a mano una alla volta e che di fatto rende il prodotto un pezzo unico.

“Mi ha sempre affascinato il mondo dell’uncinetto: una antica arte che ho scoperto fin da bambina guardando lavorare mia nonna e mia mamma – spiega Benedetta. Ma non ho mai avuto il giusto tempo da dedicare a questo nobile mestiere che ho riscoperto quasi del tutto in queste settimane di isolamento forzato in casa”.

E così, dopo un breve “aggiornamento” delle tecniche, la giovane salentina si è rimessa ai ferri: gomitoli di cotone colorato, lana e qualche perlina recuperati qua e là e in poco tempo la manualità è diventata un gioco da ragazzi. Tanto da dare vita alle sue prime creazioni.

“Basta davvero qualche giorno per imparare i passaggi più importanti e in poco tempo sono riuscita a creare costumi da bagno, orecchini, braccialetti e cavigliere. Tutto 100% lavorato a mano. Con un po’ di applicazione in più, sono riuscita a realizzare anche delle borse shopper”.

Ogni pezzo, come detto, è unico proprio perché lavorato a mano dall’inizio alla fine: “si, nessun pezzo può essere identico ad un altro. È questa la magia della lavorazione a mano – commenta la ricamatrice. Pian piano che ogni mio prodotto veniva alla luce, ho deciso di condividere con tutti il frutto di ogni singolo lavoro, aprendo una pagina Instagram che ho voluto chiamare ‘MagliAlta‘. Foto, video e trucchi che condivido con chi nutre la mia stessa passione, ma anche con chi apprezza davvero la qualità di un prodotto puramente artigianale”, conclude Benedetta.

Insomma, un esempio di come il difficile periodo che stiamo vivendo può essere anche l’occasione di una riscoperta di arti e mestieri, ahinoi, troppo facilmente dimenticati.



In questo articolo: