Mesciu Cicciu, l’addio alla sua docenza all’Università del Salento. Il saluto commosso dai social

Ha dato l’addio questa settimana il professore tra i più famosi ed amati dell’Università del Salento, Francesco Danieli, detto “Mesciu Cicciu”. Il saluto dai social è per i suoi studenti: “buona strada, ragazzi”.

Università degli Studi di Lecce (ph. Giuseppe Greco)

E’ di questa settimana la notizia che ha lasciato tanto sbigottiti quanto malinconici e nostalgici la gran parte degli amici, studenti, professori e colleghi del giovane ed eclettico, Francesco Danieli, o come ama farsi chiamare anche lui, Mesciu Cicciu, insegnante di Storia Sociale dei Media delle diverse facoltà di insegnamento all’Università del Salento, che proprio questa settimana ha dato l’addio alla docenza, tramite un post sulla piattaforma social di Facebook.

“E’ stato un decennio di collaborazioni importanti, di incontri significativi, soprattutto di interscambio generazionale con gli studenti. Un pensiero speciale va a ciascuno di voi. Buona strada ragazzi” scrive infatti sul suo post.

Uno, nessuno, centomila: fenomenologia di un uomo

Ognuno di noi è uno, nessuno, centomila”. Si affida alla frase di pirandelliana memoria, per rispondere alle domande che giornalisti ed esperti gli pongono, quando chiedono di raccontar loro la sua esperienza personale.

Seduto in mezzo ai banchi dell’aula, la prima volta che andavi a seguire la sua lezione, se ti scappava qualche frase d’auspicio sul nuovo insegnamento da lui stesso condotto, magari te lo trovavi a fianco a sorriderti e fare una battuta senza che tu neppure sapessi chi fosse; poi ad un tratto lo vedevi alzarsi in piedi in mezzo all’aula e presentarsi agli studenti del nuovo anno.

Docente di Storia sociale dei Media (a mandato esclusivamente passionale e gratuito), per le facoltà umanistiche dell’ateneo tra i due mari e relatore annuale del seminario di Semiotica del Barocco leccese, è anche membro di redazione della rivista l’Idomeneo e direttore della collana e casa editrice di Storia, Arte e Antropologia Culturale delle Edizioni Universitarie Romane Gli Argonauti, nonché grande studioso e ricercatore di fama nazionale ed internazionale di studi antropologici e vernacolari sull’identità salentina e non solo, principalmente votato all’ammirazione e divulgazione culturale della sua città natale, Galatone, per la quale ha pubblicato un importante studio sulla  Chiesa della Madonna della Grazia.

“Ho scelto la mia terra, la mia famiglia, il lavoro delle mie mani e il sudore della mia fronte”.

Dopo oltre sedici anni lontano da casa, per aver seguito gli studi e conseguito il sacerdozio presso lo Stato Pontificio, Mesciu Cicciu ha poi scelto di tornare nella  sua amata terra, il Salento, dove si è sposato insieme alla moglie Annarita ed è diventato padre di due bambini; mantiene i suoi affetti e condivide l’attività lavorativa con la piccola impresa edile “Mesciu Cicciu” da lui stesso messa in piedi.

“Da bambino amavo molto la manualità dei mestieri antichi, passavo ore e ore a rubare ogni singolo gesto dei vecchi artigiani”

E’ con quella stessa passione che pietra su pietra, mattone su mattone, armato di mannara e chiànula, porta avanti la sua attività di muratura antica, realizzazione di archi e volte a stella, lavorazione della pietra leccese e restauro di antichi manufatti e preservazione di edifici dal valore storico.

Poi gli studi, la passione verso i suoi studenti, a lezione tra le mura dell’Università, e ancora la divulgazione storica, iconica e culturale della sua amata città Galatone e il suo caro Salento.

“Cerco di pacificare quotidianamente i tanti Ciccio che abitano in me, infondendo cultura nell’attività manuale che mi fa portare il pane a casa e rimanendo terra terra quando – svestiti gli abiti di fatica – mi ritrovo in cattedra all’Università o in giacca e cravatta a tenere una conferenza internazionale.”

Spiega ancora in un’intervista per Fuoriporta, che riporta in maniera diretta e concisa le idee e la visione della sua esperienza personale e dei cambiamenti tanto radicali affrontati fino ad ora, durante il suo percorso di vita.

Dai muretti a secco all’imprecazione salentina, l’identità di un popolo

“Voi dovete essere capaci di immagazzinare cultura, di farvi un bagaglio vostro personale ingente dal quale estrapolare l’antidoto per il cammino della vita di ogni giorno

E’ uno dei più grandi insegnamenti che sta alla base della comunicazione oltre che didattica, anche reale e delle scelte che il professor Danieli, meglio Mesciu Cicciu, ha sempre profuso e dimostrato tramite il suo operato.

Dal grande sapere teorico con svariati studi condotti e pubblicati e un contributo particolare all’arricchimento del valore autoctono, come ad esempio sull’evoluzione storica e antropologica di un elemento tanto banale quanto fondamentale quale quello della nostra lingua vernacolare e lo studio sull’imprecazione salentina”, alla maestria pratica del lavoro svolto sotto al sole, del SUDore della fronte, delle mani dell’artigiano che lavora la pietra realizzando gli antichi muretti a secco tipici della nostra terra, ancora lì in piedi dopo secoli e dichiarati oggi “patrimonio storico dell’umanità” dall’Unesco.

E’ questa la parabola nascosta dietro la storia della sua vita e della sua attività, ed è quella, che ad una visione più ampia, probabilmente, è nascosta anche dietro all’identità di un popolo quale quello salentino, che applica l’immediatezza di soluzione pratica e manuale, al grande bagaglio culturale della sua storia e del suo territorio, per cui il professore ha scelto di optare.

“Buona strada ragazzi”, quello che scrive sulla sua pagina a fine dei ringraziamenti è il più semplice dei saluti e degli auspici, ma forse il più significativo. Perché una strada apre a tante nuove avventure e come un cammino porta a tanti posti e a tante nuove situazioni che aiutano a sognare, ma al tempo stesso è un’idea pratica che richiede l’impegno e la costanza di ogni giorno e soprattutto la manualità di fare ogni volta una scelta, quella che siamo chiamati a compiere realmente e quotidianamente, coi piedi per terra.

Con tanti auguri per tutto.

“Buona strada anche te Mesciu Cicciu.”