Operazione Ghost wine: la preoccupazione del Consorzio per il danno d’immagine ai produttori onesti

Il Consorzio per la tutela dei vini Dop Brindisi e Dop Squinzano si impegna a difendere il lavoro degli imprenditori onesti, colpiti dal danno di immagine causato dall’Operazione Ghost Wine

La notizia sull’operazione “Ghost wine” ha avuto un effetto mediatico nazionale non indifferente e ha suscitato l’indignazione degli imprenditori onesti che hanno lavorato affinché il settore vinicolo diventasse un pezzo importante dell’identità agroalimentare e dell’economia pugliese.

L’operazione ha permesso di sgominare tre associazioni a delinquere che, in provincia di Lecce, avevano messo in atto un sistema commerciale che permetteva di ottenere vino a basso costo, adulterato e venduto come biologico, igt Salento, Doc Brindisi, Doc Squinzano, Doc Salice, Doc Manduria.

La triste vicenda ha spinto il Consorzio per la tutela dei vini Dop Brindisi e Dop Squinzano ad esprimere la propria preoccupazione per i danni che si possono arrecare alla credibilità del settore vitivinicolo del territorio, all’immagine e all’affidabilità di un sistema produttivo e commerciale vitivinicolo sano ed in espansione.

I vigneti e i vini del Salento sono diventati sinonimo di qualità, grazie agli sforzi degli imprenditori onesti, contribuendo alla definizione dell’identità territoriale e paesaggistica della nostra Regione. Non è possibile consentire che pratiche illegali possano mettere in discussione la genuinità e la qualità di un prodotto che è il frutto di un lavoro consapevole e condiviso.

In attesa dell’esito giudiziario sulla vicenda, il Consorzio è convinto che “spetti a tutti combattere qualsiasi tentativo di utilizzare in maniera non naturale le uve e il vino del territorio, così come è necessario – per la loro tutela e valorizzazione – eliminare dal settore ogni possibile distorsione come quella determinatasi nel mercato dello sfuso e che nell’ultimo anno ha visto una riduzione drastica del prezzo”.

Per il raggiungimento di risultati notevoli, occorre rispettare la natura e agire con senso della misura e del limite: i consorzi di tutela sono chiamati a svolgere un ruolo sempre più incisivo nel garantire l’onestà nelle pratiche di produzione e commercio, coinvolgendo quanti sono impegnati nella filiera vitivinicola, a difesa del settore, delle buone pratiche territoriali di coltivazione, della qualificata e onesta professionalità enologica e dei consumatori. Lo scopo è il rispetto di quanto è previsto dalla disciplina nazionale, comunitaria e internazionale in materia di prodotti a denominazione protetta; il recente riconoscimento della “erga omnes” per il consorzio della Dop Brindici costituisce un passo importante per rafforzare ed organizzare le funzioni di controllo in un necessario quadro di collaborazione con gli enti e gli organismi preposti.



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