Metti il maglione, togli il maglione. L’Anticiclone regala la classica ottobrata romana

L’alta pressione regalerà tanto sole e temperature piacevoli vicine ai 25 gradi nelle ore più calde della giornata. È la tradizionale ottobrata romana.

Archiviato il maltempo con il suo carico di piogge e temporali, la terza settimana di ottobre sarà scandita dall’anticiclone che regalerà tanto sole e temperature piacevoli. L’Autunno tornerà a imporsi a causa di una perturbazione atlantica che farà tornare l’asticella della colonnina di mercurio su valori tipici del periodo, ma grazie alla rimonta in grande stile dell’alta pressione dell’Azzorre che abbraccerà anche l’Italia per qualche giorno la parola d’ordine sarà stabilità, meteorologica ovviamente.

In realtà, questa bella parentesi non dovrebbe “sorprendere”. È la classica «ottobrata romana», termine ormai diventato di uso comune per indicare quei ‘giorni’ di beltempo che invogliano ad organizzare gite fuori porta e passeggiate all’aria aperta. Insomma, un periodo in cui si vive una seconda estate, quando ormai è bella che archiviata, ma con i colori e i sapori dell’autunno.

Quanto durerà?

La cosiddetta ottobrata, che anticamente indicava le tradizionali feste che chiudevano il periodo della vendemmia, durerà almeno fino a giovedì 21 ottobre, quando l’alta pressione dovrebbe cominciare a battere la ritirata per lasciare il campo a una fase di tempo piuttosto instabile su buona parte del Paese.

Tra storia e tradizioni popolari, cos’è l’ottobrata romana?

Per celebrare il raccolto e la fine del duro lavoro nei campi, ogni famiglia organizzava una gita fuori porta (detta “ottobrata” per l’appunto) e da ogni rione di Roma partivano delle carrette adornate di campanacci, su cui sedevano le ragazze, vestite in modo ricercato. Il resto della comitiva seguiva a piedi il carro fino alla destinazione: Testaccio, ma anche Ponte Milvio, San Giovanni, Porta Pia, San Paolo, Monteverde e Monte Mario, che nella prima metà dell’Ottocento erano ancora coltivati a orti e vigne.

A queste scampagnate goderecce, in cui non potevano mancare cibo e buon vino, partecipavano proprio tutti, nobili e popolani. I gruppi divisi, dopo qualche brindisi, si mescolavano, dando vita ad un’unica grande festa.



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