La Storia è un gioco semplice e alla fine vincono sempre gli inglesi. L’editoriale di Marco Renna

Dopo la goffa vicenda della cosiddetta SuperLeague, il colpo inferto dal Governo britannico ha ispirato considerazioni nette sulla capacità degli inglesi di uscire sempre tra gli applausi da ogni situazione

Per molti resta un mistero, un enigma indecifrabile, il perché gli inglesi vincono sempre. Qualunque sia l’ambito di discussione, quale che sia la partita in atto alla fine il popolo inglese trionfa.

La Storia moderna certifica questo asserto: gli inglesi sono l’unico popolo a prova di errore sulla faccia della terra, il popolo che ha fermato Napoleone, lo stesso popolo che ha fermato Hitler. Né l’uno né l’altro hanno mai messo piede in terra britannica, né l’uno né l’altro hanno primeggiato sul mare. A terra e sull’acqua la Storia non lascia interpretazioni, e se volete anche nell’aria.

Il modello inglese è autenticamente inarrivabile, in guerra e in pace, in economia e al gioco.

Il fantasma della Brexit si è dissolto dopo pochi mesi, non fa più paura nemmeno ai pavidi più impressionabili, e anche lo spettro della SuperLega di Calcio sì è dissolto come neve al sole. Se è vero quel che diceva Winston Churchill e cioè che gli italiani gli erano simpatici perché erano un po’ ridicoli (“gli italiani vanno alla guerra come si va a una partita di pallone, e vanno alla partita di pallone come si va in guerra”), è vero anche che ridicoli son tutti dinanzi all’ineffabile lungimiranza degli inglesi. Il premier britannico pronto a cambiare le leggi per mettere al tappeto in un colpo solo gli ammutinati del football resterà negli archivi come una delle azioni di strategia politica più efficaci di sempre, altro che blitzkrieg.

Boris Johnson è lo stesso che prendemmo a parolacce, uova e pomodori perché andava predicando l’immunità di gregge per la Gran Bretagna all’alba della pandemia da CoViD-19, lo stesso che ha ballato il tango con la malattia da nuovo coronavirus dopo qualche giorno da quelle dichiarazioni, e sempre lui però è quello che ha spinto il Regno Unito ad intraprendere con ritmo e velocità ineguagliabili una campagna di vaccinazione di massa per raggiungere, comunque e prima di tutti, quella stessa immunità di cui sopra.

Ecco perché alla fine “vincono sempre gli inglesi”.

Al termine devo dire grazie all’indimenticato Gary Lineker (inglese anch’egli) per avermi indirettamente suggerito l’idea del titolo di questa riflessione, per via di una sua celebre frase che ho provveduto a modificare ‘tatticamente’.



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