I proventi delle multe per rinnovare il vestiario della Polizia Penitenziaria. Arriva la proposta di Osapp

Sul conto corrente dedicato alla Polizia Penitenziaria vi è circa 1,5milioni di euro in giacenza provento di attività di Polizia Stradale per la violazione delle Norme del Codice Stradale. Il sindacato propone di utilizzarli per rinnovare uniformi e mezzi.

I proventi delle multe per rinnovare il vestiario della Polizia Penitenziaria. Arriva la proposta di Osapp

Sul conto corrente dedicato alla Polizia Penitenziaria vi è circa 1,5milioni di euro in giacenza provento di attività di Polizia Stradale e relative sanzioni per la violazione delle Norme del Codice Stradale. Il sindacato propone di utilizzarli per rinnovare uniformi e mezzi.

Non solo denunce riguardo le criticità del sistema, ma anche suggerimenti utili a fare sì che queste problematiche possano risolversi o, per lo meno, attenuarsi.

Sul conto corrente dedicato alla Polizia Penitenziaria vi è circa 1,5milioni di euro in giacenza provento di attività di Polizia Stradale e relative sanzioni per la violazione delle Norme del Codice Stradale, di cui il 30% proveniente dall’attività di Polizia Penitenziaria effettuata dal Nucleo Interprovinciale di Lecce guidato dal Comandate Commissario Coordinatore Alexandra Stramaglia. Perché non utilizzare tale somma per la fornitura di uniformi e mezzi per il Corpo visto la gravissima situazione in cui versano le autovetture e la fornitura di capi di vestiario?

La proposta giunge dal Vicesegretario regionale di Osapp Puglia, Ruggiero Damato, che invita il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede e il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Basentini a usare tali fondi per questo scopo.

“Se venisse destinato a quanto richiesto – afferma D’Amato – sarebbe un fortissimo segnale di attenzione verso uomini e donne appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, ma anche nei confronti dei contribuenti che vedrebbero utilizzare il danaro per azioni di utilità pubblica, auspichiamo che non venga ignorato il nostro appello”.

Inoltre il Sindacato rinnova l’invito al nuovo Prefetto di Lecce Maria Teresa Cucinotta, a essere convocato per esporre le numerose criticità della casa circondariale di Lecce e del Nucleo Interprovinciale traduzioni del capoluogo, dovute  in primis dalla gravissima carenza di personale che per entrambi i comandi si attesta intorno alle 200 unità,  oltre alla mancanza di sistemi di sorveglianza anti intrusione e anti drone. A ciò si aggiungono le scorte sottodimensionate e i mezzi di trasporto per i detenuti insufficienti e con 500/600 mila km di percorrenza.



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