Selvaggia Lucarelli torna sul caso della piccola Giorgia: “Ho chiamato Elisa, ma….”

Selvaggia Lucarelli torna a parlare di Elisa Barone, la mamma della piccola Giorgia in un post pubblicato sul suo seguitissimo profilo Facebook

Non avendo ricevuto i chiarimenti che aveva chiesto, nemmeno dalla Regione Puglia interpellata per avere lumi, Selvaggia Lucarelli torna a riaccendere i riflettori su Elisa Barone, mamma della piccola Giorgia, la stellina di Berdon come il nome della malattia rara che le ha impedito di mangiare fin da quando era bambina. Tutti ormai conoscono la storia di questa famiglia salentina, costretta a lasciare il Salento per volare a Pittsburgh, un viaggio che rappresentava per loro una speranza per poter salvare la bambina. In questi anni, come raccontato anche sulla pagina Facebook, la piccola ha superato trapianti e ricoveri, complicazioni e difficoltà. Quindi? Dove è il problema? Il problema sta nella raccolta fondi che Elisa ha lanciato a nome della figlia, la richiesta continua di denaro che, secondo la giornalista, non sarebbe giustificata visto che la donna può contare sul sostegno della Asl che paga vitto e alloggio (fino a un massimo di 9mila euro al mese), l’assicurazione sanitaria per la madre e per il figlio Jody per un totale di 22mila euro all’anno e, ovviamente, tutte le spese milionarie per la figlia Giorgia sono pagate direttamente al Children Hospital di Pittsburgh, sempre dalla Asl. (Il conto ad agosto 2021 superava gli 8 milioni di dollari).

«La signora ha continuato a chiedere soldi ai suoi follower ininterrottamente per anni – aveva dichiarato la scrittrice – lamentandosi con governo e Regione perché non facevano mai abbastanza per lei, piagnucolando in dirette infinite, usando l’immagine della figlia malata su ogni social, finché qualcuno non è andato a spulciare nei documenti pubblici e ha scoperto che la signora di soldi ne riceve in quantità mostruosa, dal pubblico e dal privato».  «Se volete – aveva concluso la Lucarelli – continuate pure a donare soldi alla signora, ma che almeno la Regione cerchi di capire meglio come stanno le cose, perché questa montagna di soldi è una montagna di soldi di tutti. Anche dei pugliesi».

Il nuovo post su Facebook

Nelle scorse ore un nuovo post. La giornalista pare abbia cercato di contattare telefonicamente Elisa, chiedendole una intervista e chiarendo che non le avrebbe chiesto nulla del “lato economico”, ma pare non abbia ricevuto risposta o meglio una risposta l’ha avuta, ma non era quella che si aspettava.

«Ho provato a contattare la signora Elisa Barone (chi mi segue conosce la vicenda, chi non la conosce sarà presto informato perché ci sto lavorando) tramite una semplice telefonata per un’intervista, chiarendo che non le avrei chiesto delle sue continue e mai rendicontate raccolte fondi, se era questo che la preoccupava. Le ho specificato che intendo raccontare la storia di sua figlia Giorgia, purtroppo malata, di cui lei parla (e che mostra) ininterrottamente dal 2009 su social, tv e giornali. Mi ha risposto che mi avrebbe chiamata dopo due minuti con l’avvocato. Due giorni fa. Nel frattempo minaccia denunce a me, chissà come mai. Anzi, dice “ci sono procedure in corso”. (quindi i soldi per gli avvocati ci sono?) Peccato. Era una buona opportunità per rispondere a molte domande, ma evidentemente è più proficuo fare ore di dirette chiedendo denaro ai follower che rispondere ai giornalisti» si legge.