Non serve l’autorizzazione di Ager per conferire i rifiuti urbani prodotti al di fuori delle aree comunali

Lo stabilisce una Sentenza del Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso di una società di smaltimento, difesa dall’avvocato Luigi Quinto

Non serve l’autorizzazione di Ager per conferire i rifiuti urbani prodotti al di fuori delle aree comunali negli impianti pubblici di bacino.

Lo ha stabilito la Quarta Sezione del Consiglio di Stato (Pres. Gerardo Mastrandrea, Est. Francesco Gambato Spisani) accogliendo l’appello proposto dalla società Nigromare avverso i provvedimenti di Ager (Agenzia Regionale dei rifiuti) che avevano negato tale possibilità.

La vicenda è sorta perché l’azienda, che da anni svolge il servizio di “ritiro, trasporto, trattamento e smaltimento e/o recupero dei rifiuti urbani da bordo delle navi mercantili in sosta nel porto di Taranto ed in rada”, si era vista negare da Ager la possibilità di smaltire quei rifiuti presso l’impianto pubblico gestito dalla società Cisa, localizzato in provincia di Taranto. L’Agenzia dei rifiuti riteneva necessario “per il conferimento dei rifiuti urbani non prodotti da Comuni una preventiva autorizzazione da parte di Ager quale ente competente ai sensi della Legge Regionale Pugliese”. Pertanto aveva ordinato a Cisa di “Sospendere i conferimenti di tutti i soggetti produttori diversi dal Comuni … in quanto non autorizzati”. Nigromare era stata quindi costretta a conferire quei rifiuti in impianti privati ad un costo notevolmente maggiorato.

La decisione di Ager è stata contestata da Nigromare che, attraverso l’Avvocato Luigi Quinto, si è rivolta al Giudice Amministrativo, rivendicando il diritto di conferire negli impianti pubblici i rifiuti raccolti nel Porto di Taranto in considerazione della qualificazione di quei rifiuti come urbani e della natura pubblica del servizio espletato.

L’Avvocato Luigi Quinto

Il Consiglio di Stato, riformando una sentenza del Tar Lecce dello scorso mese di giugno, ha riconosciuto la fondatezza delle tesi della società concessionaria, evidenziando che “Sulla base delle leggi speciali in materia … il servizio rifiuti nell’ambito portuale è un servizio pubblico, che va svolto coordinandolo con il più ampio servizio rifiuti regionale. Nel caso concreto, questo coordinamento ha avuto luogo, poiché il piano è stato approvato con la deliberazione della Giunta Regionale 1203/2020, la quale recepisce senza nulla contestare il ruolo svolto dalla Nigromare. È allora evidente che questo coordinamento non avrebbe senso alcuno se il gestore del servizio portuale non potesse accedere per svolgerlo agli impianti regionali deputati a ricevere i rifiuti da esso raccolti”.

“La decisione va ben oltre il caso specifico – ha chiarito il legale della società – poiché afferma un principio di valenza generale e cioè che tutti i rifiuti urbani raccolti attraverso il servizio pubblico, quindi non solo quelli raccolti dai Comuni, devono essere conferiti negli impianti di piano, senza necessità di una specifica autorizzazione da parte di Ager. Vi sono effetti positivi per l’utenza, in quanto un maggiore conferimento di rifiuti negli impianti pubblici determina una riduzione della tariffa unitaria”.



In questo articolo: