Abusi sessuali sulla figlioletta: padre condannato a 7 anni e 6 mesi

Un leccese rispondeva dei reati di violenza sessuale aggravata e continuata. I fatti si sarebbero verificati, fino a dicembre del 2013.

Avrebbe abusato della figlia che, all’epoca dei fatti, non aveva compiuto neanche 10 anni e per il padre arriva la condanna a 7 anni e 6 mesi.

La sentenza è stata emessa, nelle scorse ore, dai giudici in composizione collegiale (Presidente Gabriele Perna, a latere Alessandra Sermarini e Maddalena Torelli). Un uomo leccese di mezza età, che rispondeva dei reati di violenza sessuale aggravata e continuata, è stato condannato anche al pagamento di una provvisionale di 30 mila euro nei confronti della figlia e di 25mila euro verso l’ex moglie, costituitesi parte civile attraverso l’avvocato Maria Rosaria Imbriani.

Non solo, è stato disposto anche il risarcimento del danno, da quantificarsi in separata sede, verso entrambe e per il fratellino più grande (avrebbe assistito ad alcuni episodi di molestie), parte civile con l’avvocato Virgilio Vacca. Inoltre, il collegio giudicante ha rimesso gli atti al pm per il reato di falsa testimonianza, nei confronti dell’attuale convivente dell’imputato.

Il leccese, difeso dall’avvocato Massimiliano Petrachi, ricorrerà in Appello, una volta depositate le motivazioni della sentenza. Il legale, infatti, ha chiesto nel corso della discussione in aula, l’assoluzione del proprio assistito, ritenendo inattendibile la tesi accusatoria. In precedenza, il pm Donatina Buffelli ha invocato la condanna a 10 anni di reclusione.

I fatti

I fatti si sarebbero verificati a Lecce in varie occasioni, fino a dicembre del 2013. Le molestie, infatti, si sarebbero consumate durante le visite dei figli in casa del papà (separato dalla moglie).

Quest’ultimo avrebbe abusato della figlia minore di dieci anni e, come detto in precedenza, in alcune circostanze ciò sarebbe accaduto alla presenza del fratellino più grande. L’uomo avrebbe costretto la bambina a subire atti sessuali, spesso in camera da letto. A volte, inoltre, di fronte all’opposizione della vittima, avrebbe esercitato altre violenze e minacce. Come quando, prese a schiaffi la bambina che aveva osato ribellarsi agli abusi.

La figlia, nel marzo del 2014, confidò ad una parente, le molestie subìte per mano del padre. La bambina fu, quindi, sottoposta per volere della madre (messa al corrente degli episodi di violenza) ad una visita ginecologica che avrebbe dato esito negativo. Venne comunque sporta denuncia presso la caserma dei carabinieri ed avviate le indagini condotte dal pubblico ministero Roberta Licci. In seguito, sia la vittima che il fratellino, furono ascoltati nell’ambito dell’incidente probatorio, attraverso l’ascolto protetto presso la Procura dei Minori, ed avrebbero confermato le accuse verso il papà. La perizia, redatta dal consulente tecnico Domenico Suma, avrebbe accertato l’attendibilità delle dichiarazioni.

Il padre venne, invece, sentito nel corso del processo, negando fermamente gli addebiti. Anche la madre della vittima è stata ascoltata dai giudici, ribadendo le accuse verso l’ex marito.