Sorpreso a vendere orologi falsi sulla spiaggia, si scopre ‘gravato’ da un provvedimento di esplusione

Sul 20enne sorpreso a vendere orologi falsi sulla spiaggia, pendeva un provvedimento di espulsione emesso dalla Questura di Siena l’anno scorso.

Si è concluso con una denuncia a piede libero il servizio dei carabinieri della stazione di Otranto che, nelle scorse ore, hanno acceso i riflettori sull’affollata spiaggia degli “Alimini”. Un controllo finalizzato a contrastare il commercio ambulante abusivo e la contraffazione dei marchi industriali. A finire nei guai per «introduzione nello stato e commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione» è un giovane senegalese, di fatto domiciliato a Martano.

Il 20enne, nato a Dakar, è stato ‘sorpreso’ mentre cercava di vendere prodotti chiaramente falsi. Non solo, è stato trovato in possesso di 30 orologi, di vario tipo e modello, tutti con noti marchi registrati. La merce, come da prassi, è stata sequestrata.

Gli accertamenti del caso hanno scoperto altro: sulla testa del 20enne pendeva un provvedimento di espulsione dal territorio nazionale, emesso dalla Questura di Siena il 15 ottobre del 2018. Per questo, è stato avviato, mediante notifica di provvedimento di presentazione, presso il posto di polizia di frontiera di Roma che adotterà tutti i provvedimenti di competenza.

Truffa

Tutt’altra storia, invece, quanto accaduto a Calimera, nel cuore della grecìa salentina. Gli uomini in divisa della locale stazione, infatti, hanno deferito in stato di libertà un 58enne, originario di Roma, ma residente a Vicenza. I militari sono arrivati a lui, dopo un’accurata indagine nata dalla querela sporta da un salentino, finito nel suo raggiro.

La vittima aveva messo in vendita on-line un abito da uomo ed era stato contattato dal 58enne finito nei guai che si dichiarava intenzionato all’acquisto. Peccato che i ruoli si siano capovolti. L’uomo è riuscito a spillare al venditore 1.566 euro, fornendogli false istruzioni su una presunta procedura telematica per ricevere il bonifico. Insomma, inducendolo in errore ha costretto il salentino ha effettuare due pagamenti sulla sua carta PostePay, per più di mille e cinquecento euro.