Mini appartamenti con piscina in odor di falso. 14 persone rischiano di finire sotto processo

Gli appartamenti dovevano sorgere a un chilometro dal centro abitato di Salve ed al confine con Marina di Pescoluse

In quattordici rischiano il processo, in merito ad una presunta lottizzazione abusiva a Salve, per la costruzione di mini appartamenti in zona agricola.

Nella mattinata odierna, dinanzi al gup Alcide Maritati, era prevista la discussione sulla richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero Alessandro Prontera. L’udienza preliminare è stata aggiornata al 17 novembre per alcuni difetti di notifica.

Rischiano di finire sotto processo i proprietari dei terreni e gli acquirenti dei lotti (in qualità di committenti dei lavori) su cui dovevano sorgere gli appartamenti. Non solo, anche i tecnici progettisti, un notaio e due dirigenti del Comune di Salve. Per tutti gli imputati l’accusa è di lottizzazione abusiva, ma anche di abuso d’ufficio e falso.

Sono assistiti dagli avvocati: Rocco Vincenti, Stefano De Francesco, Luca Puce, Francesco Villanova, Francesco Stocco, Cosimo Ruppi, Gianluca Quaranta, Vinicio Longo, Francesco Lozupone, Gianluca Ursitti, Eleonora Ciliberti.

Gli appartamenti di circa 50 mq, dotati di piccola piscina, dovevano sorgere a un chilometro dal centro abitato di Salve ed al confine con Marina di Pescoluse. La zona avente destinazione urbanistica E/2 ( verde agricolo) era però sottoposta a vincolo paesaggistico. Secondo l’accusa, gli imputati avrebbero violato le prescrizioni urbanistiche, attraverso il frazionamento e la successiva vendita di lotti di terreno “palesemente destinati a scopo edificatorio con conseguente trasformazione del terreno agricolo vincolato”. Infatti i terreni ricadevano nell’ambito paesaggistico “Il Salento delle Serre”.

Gli appartamenti in costruzione vennero sottoposti a sequestro preventivo nel febbraio del 2021.

I due dirigenti comunali sono accusati anche di abuso d’ufficio e falso per avere espresso parere favorevole alle pratiche edilizie per la realizzazione di “nuova costruzione di una civile abitazione con annessa piscina”. E avrebbero agito in concorso con i privati e con il contributo del notaio.