Si consegna ai Carabinieri l’ultimo ricercato nell’operazione “Short message”. Era in svizzera

Si è costituito, questa mattina, l’ultimo ricercato nell’operazione “Short Message”. Era in Svizzera quando il 26 novembre è scattato il blitz.

Il nome di Antonio Coppola, 27enne di Tricase, era l’unico che mancava all’appello durante il blitz «Short Message», che ha permesso di smantellare due gruppi criminali dediti al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, su cui si erano accesi da tempo i riflettori dei Carabinieri della stazione di Specchia e della compagnia di Tricase, guidati dal Capitano Alessandro Riglietti.

La “fuga” del salentino è terminata questa mattina. Rientrato dalla Svizzera, dove si trovava al momento dell’operazione, si è consegnato spontaneamente agli uomini in gli uomini in divisa della stazione di Specchia che lo hanno arrestato e accompagnato a Borgo San Nicola.

Il cerchio, iniziato alle prime luci dell’alba del 26 novembre, si chiude con l’ultimo ricercato. Sul suo conto pendeva una delle ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Lecce su richiesta della locale Dda. Una volta concluse le formalità di rito, Coppola è stato accompagnato presso la casa Circondariale di Lecce. Dovrà rispondere di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Usavano i messaggi per comunicare

“Short Message” perché i due gruppi criminali utilizzavano i vecchi messaggi per organizzare le partite di droga da piazzare nel Salento.

Un sistema complesso, ‘scoperto’ quasi per caso nel 2015, durante il sequestro di un ingente quantitativo di eroina. Setacciando il cellulare del pusher finito in manette, gli uomini dell’Arma notarono il sistema di comunicazione utilizzato per vendere e acquistare le partite di droga. Sms brevi, scritti in codice, ma chiarissimi a chi fa parte del giro.

Il blitz

La maxi operazione antidroga ha permesso di fare luce su due distinte organizzazioni criminali. La prima, guidato da Sergio Panarese, alias “Fragola”, era attiva a Tricase e Tiggiano, con ramificazioni a Brindisi controllata da Teodoro Vindice, detto “Padre” e Terlizzi legata al clan barese “Dello Russo – Ficco”, dedita alla gestione del traffico di sostanze stupefacenti (cocaina, eroina, marijuana e hashish). La seconda, “specializzata” nello spaccio di eroina, operava su Taurisano e Corsano. Era gestita da esponenti della criminalità del quartiere 167 del capoluogo Leccese che facevano capo ad Alessandro Manni, alias “Mesciu”.



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