Distruggono il Gazebo della Lega e minacciano i simpatizzanti di Salvini, denunciati sette anarchici

Dopo essere stati identificati, i sette anarchici che hanno assaltato il Gazebo della Lega allestito in piazza Sant’Oronzo sono stati denunciati. Ecco tutte le accuse.

Violenza privata aggravata, minacce gravi, pubblica intimidazione e danneggiamento in concorso. Sono queste le accuse contestate ai sette anarchici che domenica hanno devastato il Gazebo della Lega, allestito in Piazza Sant’Oronzo. Alcuni di loro dovranno rispondere anche di tentata rapina e lesioni personali aggravate. Incastrati dalle telecamere di sorvegliano il salotto buono della città, al gruppetto di antagonisti è stato presentato il conto per il raid, probabilmente studiato a tavolino. Grazie alle indagini serrate, i poliziotti della Questura sono riusciti a dare un volto e un nome agli autori dell’assalto.

I fatti

Quanto accaduto all’ombra del Sedile è ormai noto. I consiglieri comunali del movimento capitanato da Matteo Salvini, avevano allestito uno stand informativo con le bandiere della Lega a pochi passi dall’Open Space. Sembrava tutto tranquillo, una normale iniziativa politica anche in vista della visita del Ministro dell’Interno che sarebbe avvenuta di lì a poco. Quando, all’improvviso, attivisti e simpatizzanti sono stati ‘sorpresi’ alle spalle.

Un’azione fulminea quanto violenta. Il gruppo di anarchici ha buttato a terra la struttura, impossessandosi di alcune bandiere con l’intento di danneggiarle. Fatti, ma anche parole. Non sono mancati, insulti e minacce. Vere e proprie intimidazioni contro chi avrebbe partecipato alla visita del vicepremier, di fatto tenutosi nel capoluogo due giorni dopo.

I “facinorosi”, per assicurarsi la riuscita dell’azione di devastazione e poter sfuggire a chi avrebbe, eventualmente, potuto tentare di fermarli, non hanno esitato a colpire al volto, con un pugno, una ragazza minorenne che si trovava nelle vicinanze insieme al padre, amico personale di uno dei simpatizzanti della Lega, presenti nel punto informativo.

La prova regina è arrivata grazie ai  filmati di alcuni impianti di videosorveglianza. Le immagini sono state minuziosamente analizzate. E insieme alle dichiarazioni che le vittime hanno reso in sede di denuncia, gli uomini della Digos, sono riusciti a ricostruire cronologicamente tutte le fasi dell’aggressione e di contestare ad ognuno dei anarchici le personali responsabilità delle azioni antigiuridiche poste in essere.



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