Arriva l’assoluzione “perché il fatto non sussiste”, per magistrato ed ex compagna, una poliziotta, accusati di aver affittato a due “lucciole” una Casa vacanze a Lecce.
La Corte d’Appello di Lecce ha riformato la sentenza di primo grado, con la quale erano stati condannati a 2 anni di reclusione (col beneficio della pena sospesa) il giudice civile della Corte di Cassazione, Giuseppe Caracciolo, 65 anni, di Lecce, oggi presidente della Corte di giustizia tributaria di Venezia, e l’ex compagna, la poliziotta in pensione, Pasqua Biondi, 58enne di Brindisi, per favoreggiamento della prostituzione. I due imputati si sono sempre professati innocenti. Sono difesi dall’avvocato Ladislao Massari.
Ricordiamo che per il reato di favoreggiamento della prostituzione, i due imputati erano stati condannati in primo grado, in abbreviato, ad 1 anno di reclusione (pena sospesa). Il verdetto fu annullato dalla Corte d’appello, il 19 dicembre del 2020, perché l’imputazione non era mai stata contestata dal pm. I due infatti erano finiti inizialmente a processo per sfruttamento della prostituzione, ma l’accusa fu ritenuta infondata dal giudice.
Gli atti così furono ritrasmessi al pm e si tenne una nuova udienza preliminare dinanzi al gup Marcello Rizzo che dispose il rinvio a giudizio.
Le prostitute avrebbero offerto, secondo l’accusa, prestazioni sessuali a pagamento all’interno della Casa vacanze riconducibile al magistrato. Ed il primo luglio del 2016, vennero apposti i sigilli all’appartamento. Le indagini sono state condotte dagli uomini della Squadra Mobile di Lecce. I poliziotti, attraverso appostamenti, filmarono la presunta attività illecita. Successivamente, il pm revocò il sequestro dell’appartamento.
Inoltre, si svolse l’incidente probatorio per ascoltare due prostitute e verificare se il magistrato fosse a conoscenza che in quell’appartamento vi fosse un giro a “luci rosse”.
Come detto, ogni accusa è caduta al termine del processo di Appello.





